lunedì 30 maggio 2016

552 - Against Shitty Poesy (antimerda poetica): Forty poetries by Andreas Finottis; Eng - Ita version



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Roberta Gabrielli (artista):
Antimerda poetica è poesia.
Una poesia della quotidianità vivisezionata, posta sotto una lente affatto attenta e critica.
Andreas Finottis un poeta che morde catene di stilismo preconfezionato e certo, come i cibi insipidi di certi supermercati.
Tutta la sua opera è un viaggio di riflessione su e contro un sociale che si è disumanizzato, coinvolto nel fluire delle dinamiche compulsive del nostro tempo in una continua mercificazione dell'Io prostituito nelle nuove Agorà, nel senso di un comune sentire spersonalizzato e vuoto.
Le sue parole dirette, forti, pregne di significato moderno, come può esserlo la modernità di una lingua viva, parlata e attuale nelle sue espressioni graffianti e 'volgari', si contrappongono ad un sentire di rara delicatezza, capace di cogliere il singolo frammento della realtà ricomponendolo attraverso considerazioni che sono un atto d'amore per il vero senso dell'essere Umano.
Una poetica di denuncia quella di Finottis, che nella sua chiarezza espressiva, nel suo modo lucido e pur sempre ad un passo dal delirio ricorda, sebbene in altro ambito, la semplicità schietta, ripulita da qualsiasi orpello e un po' disincantata anche nella scelta stilistica di una traduzione volutamente letterale, il migliore Carver.

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"Against shitty poesy" is poetry.
A poetry that dissects everyday’s life, placing it under a lens, looking at all carefully and with true ferocious critical sense.
Andreas Finottis is a poet able to bite literary style's prepackaged chains, the same one often treated like bland foods in supermarkets.
All his work is a journey of reflection through and against a dehumanized social, involved in the flow of compulsive dynamics of our time, in a never interrupted ego's commodification like a continous prostitution in the new Agora, in which sense of a common feeling is depersonalized and empty.
His words are direct, strong, realistic, full of modern meaning as it can be only a living language's modernity, spoken and current in its expressions politically uncorrect and 'vulgar', even if they are every time full of a rare delicacy in feelings, able to grasp the single fragment of reality reassembling it through the poet's personal considerations. Every word is an act of love for the true meaning of human being.
A poetry of complaint, Finottis's one, which in its clarity of expression, in its way glossy and still one step away from delusion remembers, albeit in a different context, the straightforward simplicity, cleared of any tinsel and a little 'disenchanted in the choice of style of deliberately literal translation from Italian language, the best Carver's works.


32 INCHES OF HEAD

A finger in the ass and one on the remote control,
it is all you need
to be happy
in the scratchcard democracy
you go around with your suv in debt
pretending to be rich and mocking the poor.
Dreams of glory and success to all you consenting slaves
You kiss your superior's genitals,
you kick the starving in the stomach,
and relaxing in the evening,
happily, satisfied, laughing on comand infront of the tele.
May the crap be with you and your spirit.
May go fuck yourself.
Amen.


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 32 POLLICI DI TESTA

Un dito in culo e uno sul telecomando,
è tutto quello di cui avete bisogno
per essere felici
nella democrazia dei grattaevinci.
Girate col Suv in debito
fingendovi ricchi e deridendo i poveri.
Sogni di gloria e di successo per tutti gli schiavi consenzienti.
Baciate i genitali ai vostri superiori,
prendete a calci nello stomaco chi soffre la fame,
e vi rilassate alla sera,
felici e contenti, mentre ridete a comando davanti alla tv.
La merda è con voi e col vostro spirito.
Andate affanculo.
Amen.

domenica 29 maggio 2016

551 - PORNO PER TUTTI

Alle superiori con un paio di amici abbiamo ritagliato le immagini di una rivista porno e poi all'inizio della ricreazione, quando tutti si precipitavano per andare a prendere i panini, le attaccavamo con dei pezzetti di nastro adesivo sulla schiena, modello numero dei calciatori.
Certi se ne accorgevano ma tanti no, ed erano bellissimi quando passavano davanti agli insegnati, compreso il prete di religione, con attaccata alla schiena una che faceva un bocchino e veniva sodomizzata contemporaneamente o altre amenità simili.
Ci facevano piegare dalle risate le facce degli insegnanti in espressioni contorte e subito dopo le reazioni isteriche che avevano, correvano a staccarle, dicevano ai ragazzi di staccarle anche agli altri.
Un insegnante più esagitato degli altri, quando un qualche spione leccaculi disse che eravamo stati noi, minacciò di denunciarci e sospenderci, ma poi non fece niente.
Mentre noi avevamo vissuto un bellissimo momento, di quelli che ricordi per sempre e pure a distanza di anni ti rinfrancano lo spirito, aiutandoti a passare anche i momenti più difficili tra le burrasche della vita.

giovedì 19 maggio 2016

550 - I POVERI CANI

Se i poveri fossero cani,
neri o bianchi, di qualsiasi razza
non sarebbero così
abbandonati, appesi al destino
e a qualche casuale atto di generosità.

Alla fine rimangono sempre fuori
dal recinto della sopravvivenza
in una roulette russa giornaliera
tra la vita e la morte
per qualcosa da mangiare
che c'è dietro al muro
a cui si appoggiano
quando gira la testa dalla fame,
qualcuno magari poi lo butterà nei rifiuti
dove è finito da tempo
un minimo comune garantito
di dignità umana.

A te che stai pensando di cambiare nuovamente auto
te ne frega un cazzo, lo so, dei poveri
pensi a te non toccherà mai
perchè baci i culi vincenti
e comunque sono loro che vogliono vivere così
non si danno da fare, colpa loro,
potrebbero fare come in tv
creare un'impresa
o viaggiare il mondo in cerca di nuove occasioni
o volare su un altro pianeta
o su un'altra galassia;
se la pensi così
e non ti rendi conto di quanto sei coglione
sei proprio irrecuperabile
e sappi che sei solo una merda umana
fortunata.

Intanto i poveri
marciano
macerano
marciscono
muoiono
rinascono
ancor più poveri
e germogliano,
così ci saranno
fiori bellissimi
nascosti
tra le loro parole
fuggite dai denti marci
e solo chi riuscirà a vederli
li potrà portare
nei suoi pensieri, per farli migliori
essendo più umani.

mercoledì 18 maggio 2016

549 - QUANDO LA POESIA RESTA

La poesia è liquido seminale,
può fecondare
o può scivolare sui corpi,
può generare nuovi pensieri
o può seccarsi tra le mutande sporche.

Una volta a una che mi piaceva molto
sono venuto sulla schiena
eravamo in auto
poi ci siamo distratti
e lei si è un po' incollata
con la pelle della schiena al sedile dell'auto,
si è staccata
ma una parte di lei è rimasta
incollata col mio sperma
al sedile, all'auto
a pure a me.

Ed è rimasto per sempre
quel qualcosa
insieme a tutti gli altri
istanti con un qualcosa
che sono pietre nel tempo
e sorreggono i tuoi passi
senza farli affondare
nel fiume dell'esistenza.

La vera poesia la trovi
in tutto quello
che non ti fa colare a picco.



sabato 14 maggio 2016

548 - IN ALTRE DIMENSIONI

Appassionati di poesia vengono a criticare chi scrive del proprio malessere e poi guardando sul loro profilo si notano cocktail, cene con gli amici tirati da festa, denti sbiancati in sorrisi di circostanza, macchinoni d'ordinanza, ascelle depilate col laser, vacanze abbronzate da raccontare.
Oltre a far parte dei figli di troia che fanno vomitare solo a vederli, vengono anche a rompere le palle se uno si sfoga, scrivendo quello che pensa e sente.
No, dico: cercatevi una poesia imbalsamata che vi dia la forza di essere ogni giorno più stronzi, grazie alle belle frasi da cioccolatini, vivete, guardatevi le serie tv che preferite e se avete dei momenti di dubbio datevi fuoco.
Ma non rompete il cazzo a chi nemmeno potete capire, cosa ha passato o cosa prova ancora dentro.
Viviamo in dimensioni differenti.

547 - FESTA DELLA MAMMA

Oggi dicono "Date un abbraccio alle vostre mamme." ma la mia è nella cassa da morto.
Lei era il contrario di me, agli antipodi, era rispettosa delle regole, credente in Dio, paziente, non perdeva mai la calma e non si abbatteva di fronte a niente. Era un carrarmato, vedova, ha avuto un paio di tumori, data per morta e invece è andata avanti altri 30 anni, senza mai un lamento.
Forse le donne con la maternità prendono più consapevolezza del senso della vita, mentre gli uomini rimangono in eterno adolescenti.
Non mi piaceva come persona, la pensavo all'opposto, e credo anche lei avrebbe voluto un figlio più adatto a come la pensava.
L'unica cosa che ci univa era il ridere, davanti alle disgrazie della vita abbiamo imparato a riderci sopra, così ridevamo quasi sempre, ridevamo come dementi, prendendo per il culo tutti e tutto, anche noi e la vita stessa.
Se c'era la televisione accesa poi era un continuo fare battute sui vari personaggi, erano i nostri burattini su cui inveire deridendoli, e più parlavano seriamente più venivano interrotti da noi, magari parlava il presidente del consiglio delle misure per affrontare la crisi e lei diceva: "Ma guarda che faccia da culo che ha, la bocca quando parla sembra un buco del culo, come fa sua moglie a starci assieme, cambia canale che mi fa venire da vomitare solo a guardarlo."
E ridevamo.


546 - GENTE DI PAESE

Se parlo con gente di paese e dico di aver scritto un libro vengo guardato con sufficienza e considerato in pratica il solito scemotto esaltato, senza né arte né parte, che cerca di darsi un tono con un libro per fare così l'intellettualoide di provincia.
Ma c'è di peggio, se si dice di aver scritto delle poesie, allora l'espressione diventa di malcelato disprezzo, li conosco bene, so già cosa pensano: "I poeti sono tutti o matti o recchioni." e mi guardano, per stabilire in quale categoria catalogarmi.
Noto del dubbio, non riescono a catalogarmi in nessuna dellle due, perciò probabilmente verrò inserito in entrambe.
Ma loro sono da molto tempo appesi.
Appesi ai luoghi comuni, al ragionare per sentito dire, alle invidie, alle convenzioni, alle meschinità quotidiane per i piccoli privilegi, al servaggio, all'imbecilità, al telecomando, al cazzo mio.

545 - NOIA/DIVERTIMENTO

A me diverte la noia e mi annoia il divertimento.

Le serate divertenti mi crepano dalla noia
invece nei momenti in cui la maggioranza si annoia io mi diverto;
posso pensare,
osservare l'universo circostante
e fare comunque ciò che voglio;
cose che non potrei fare se fossi a una serata divertente
magari con gli animatori che ti fanno battere le mani
come a una povera scimmia rincoglionita ammaestrata.

Solo nel nulla ritrovo i miei frammenti.

martedì 3 maggio 2016

544 - CERCASI SALVEZZA

Gli uomini buoni e altruisti
finiscono
tiranneggiati da chiunque
o con un qualche cazzo di gomma in culo.

Le donne buone e generose
finiscono
schiave prigioniere di uomini che disprezzano
o sul retro delle stazioni a succhiare cazzi puzzolenti.

Non ti salveranno i tuoi genitori.

Non ti salveranno le tue preghiere prima di ogni pasto.

Non ti salveranno gli amuleti o le superstizioni.

Non ti salveranno tutti i libri che hai letto.

Non ti salverà niente e nessuno.

Le convenzioni sociali
ci programmano dalla nascita alla sopraffazione
di ciò che c'è di buono.

Abbandonandoci
solo tu amica, solo tu amico
solo noi ci possiamo salvare
da quello che ormai siamo
se saremo spietati
col peggio
di noi stessi.