martedì 24 febbraio 2015

429 - BURRASCHE

Pioggia
sui miei pensieri
vento
che li porta oltre l'orizzonte
con la testa vuota
mi riempio
di ciò che mi circonda
e divento
un punto interrogativo
che rinasce
prima di un tramonto.

mercoledì 18 febbraio 2015

428 - SOLITARIAMENTE

Andare via
dove perdersi
fra frastagliate onde
e spiagge precarie,
col cielo che si appoggia sulla testa,
col vento che stabilisce i confini.

Finisco
al limite dello spazio consentito
mi stendo in riva al mare
guardando l'universo
attraverso le dita dei miei piedi
mi inseguo nella mente
verso qualcosa.

Impalpabile.







venerdì 13 febbraio 2015

427 - NUMERI SBAGLIATI

- Pronto
- Ciao caro, sei eccitato? Sono qui tutta calda per te!
- Non riuscivo a prendere sonno allora ho acceso la televisione, ho visto la pubblicità con il numero, così ho chiamato.
- Hai fatto bene, ero qua da sola, tutta nuda, eccitata, aspettavo un bel maschione come te.
- Ma sei nuda col freddo che c'è? Io ho il maglione e la giacca da camera.
- Sono calda, passionale, ho sempre il fuoco della passione dentro.
- Che non sia l'influenza, c'è una brutta influenza in giro, mio nipote è stato a letto più di una settimana.
- Adesso misuro la temperatura, mi metto il termometro nella figa, ma preferirei che me lo infilassi tu.
- Non mi pare igienico infilarsi il termometro nella vagina, almeno disinfettalo dopo che se qualche tuo familiare se lo mette in bocca può prendersi qualche infezione.
- Ma non vuoi fare sesso al telefono con me?
- Avevo telefonato per il materasso CONCILIASONNO SUPER ancora in offerta per sole quarantotto ore, con la bicicletta in omaggio alle prime 50 chiamate, volevo sapere se sono tra i primi 50 e ho vinto la bicicletta col cambio Shimano, altrimenti non lo ordino il materasso.
- Questa è la linea erotica, dai che ti faccio rilassare io e dopo dormi come un maialone stanco. Lascia perdere i materassi.
- Allora ho sbagliato numero. Ma dici che non sono efficaci i materassi per dormire meglio?
- Certo che no, per dormire bene devi aver avuto una giornata soddisfacente, divertente, se invece sei frustrato puoi prendere il materasso migliore del mondo ma non dormi, continui ad agitarti pieno di insoddisfazioni, dai che ti faccio rilassare io.
- Va bene, che devo fare?
- Spogliati nudo anche tu!
- Ora lo faccio, aspetta che mi tolga le ciabatte che una mi si è impigliata con la fibbia nel calzino.
- Dai che mi fai eccitare ancora di più se sei nudo come un verme.
- Adesso sono nudo, ma mi sono tenuto la maglia di lana per non prendere un colpo di freddo.
- Mmmmmmhhhh mi ecciti così nudo, dai che mi sto toccando la figa, vorrei che tu fossi qui a leccarmela, dai baciamela, dai, leccamela, sì, dai leccamela, fammi godere, aaah, aaah, aaaaaaah.
- Non ho mai leccato una figa, ho paura di prendermi delle malattie.
- Dai che ti piacerà, sono sanissima, ho una figa pulitissima e profumata di sesso.
- Ma sei bionda o mora?
- Come piacciono a te?
- A me piacciono le bionde.
- Ma allora ti piaccio, sono biondissima naturale.
- A me piacciono le donne alte, quanto sei alta?
- Un metro e novantacinque centimetri senza tacchi, con i tacchi passo i due metri.
- Che alta che sei! Mai conosciuta una così alta.
- Dai comincia a menartelo per me.
- Da quando sono andato in pensione e poi poco dopo è morta mia moglie non ho più fatto sesso, sono 8 anni ormai, non sento più eccitazione.
- Mi dispiace caro, quanti anni hai?
- Ho 79 anni, tra pochi mesi ne compio 80. Tu quanti anni hai?
- Ho 23 anni.
- Sei ancora una ragazzina, ma ti piace fare questo lavoro?
- Studio all'università, la mia famiglia non è benestante, allora per guadagnarmi qualcosina e pagarmi le spese di notte faccio qualche ora qui al telefono, ma si guadagna poco, siamo in migliaia allora il centralino ci smista le telefonate sui cellulari di notte che c'è più richiesta, e di giorno studio.
- Sei una brava ragazza, cosa studi?
- Faccio il terzo anno d'ingegneria elettronica.
- Continua che ho letto sul giornale che è una delle facoltà che hanno più prospettive di lavoro. Invece a medicina e giurisprudenza ce ne sono troppi, non c'è lavoro per tutti.
- Infatti è per quello che ho scelto questo percorso di studi, oltre al fatto che mi piace.
- Ma di dove sei tu?
- Sono di un paesino del Molise, e studio a Roma. Tu di dove sei?
- Sono di Rovigo nel Veneto, sono in pensione da solo, senza figli. Ho solo Bobby che mi tiene compagnia.
- Ascolti Bobby Solo, ti piace molto la musica?
- No, Bobby è il mio cane. Ascolto la radio ma non mi piace tanto la musica moderna, tranne Mina e anche Celentano, mi piacciono le loro canzoni.
- Piacciono anche a me, anche se sono più giovane. Cerca di trovarti una compagna, da solo stai male.
- Ormai sono vecchio e poi ho fatto una fissazione con le malattie, ho paura di star male e di morire, non dormo la notte, spesso mi metto a piangere senza motivo.
- Mi dispiace, se hai casa potresti affittare delle camere agli studenti così stai più a contatto con la gente e non ti fissi con le malattie, non fai brutti pensieri.
- Ci avevo pensato anche perché non ho tanto di pensione e mi hanno aumentato le tasse sulla casa, poi c'è il metano che qui al nord la bolletta è carissima, così non riesco a riscaldarmi bene e soffro di reumatismi, dovrei stare al caldo. Quei ladri al governo ci fanno morire male. Avrei tre camere libere e un altro bagno.
- Ma ingegneria elettronica c'è lì da te?
- C'è a Padova, col treno sono pochi chilometri.
- Verrei io, qui pago una cifra che non riesco più ad andare avanti. Ma quanto vorresti.
- Ma anche niente da te, se vieni qui almeno ho qualcuno con cui scambiare parola, mi darai quel che puoi per le spese.
- Affare fatto, ci vengo. Ah, guarda che non sono bionda e alta, sono bassa e mora.
- Non importa come sei fisicamente, mi basta la tua compagnia, mi piace parlare con te.
- Grazie.
- Ho sentito un bip sul cellulare, non me ne intendo tanto, non vorrei che stesse spegnandosi.
- Scambiamoci i numeri di telefono e gli indirizzi prima che cada la linea, altrimenti ci perdiamo.
- Sì, io allora abito a Rovigo, in una casa a schiera di mia proprietà disposta su due piani con quattro camere da letto, due bagni, soggiorno, cucina e cucinino, ho un ampio garage e un giardino in cui lascio libero Bobby, non preoccuparti è buono e affettuoso, è un cocker beige molto intelligent...tuuu...tuuu...tuuu...tuuu...tuuu...


sabato 7 febbraio 2015

426 - "DESTRA E SINISTRA SONO UGUALI"

Per te
è tutto uguale,
tanto è uguale,
e i "Lascia perdere"
e i "Fa lo stesso"
e i "Non puoi farci niente"
aggiungendo sempre
"Fatti i cazzi tuoi"
con menefreghismo di comodo
con opportunismo
con paraculismo
con le giustificazioni di chi ha capito tutto
e così
il risultato che ottieni è:
sei anche tu uguale
alla merda umana.


lunedì 2 febbraio 2015

425 - PALME ROSSE

Le ventidue
e due enormi palme rosse
di plastica, illuminate
sono davanti alla sala slot,
tra la chiesa del 1645
e il centro massaggi cinesi
con la scritta lampeggiante APERTO.
Anziani pensionati con tatuaggi e orecchino tra i suv
uno dice al cellulare "Occhei bebi" con accento dialettale.
Ragazzini vestiti da rapper
seduti sugli scooter spenti parlano
"...quella è troia, è puttana, è una scema...".
Due coppie di fidanzati passano con un gelato ciascuno
abbigliati e pettinati come nei cataloghi
puzzando di banalità e di morte.
Io sono seduto in macchina
ho appena parcheggiato
riaccendo la radio
riaccendo il motore
e riparto.







domenica 1 febbraio 2015

424 - VERMETTO, IL VEDOVO

In un paese di sabbia, pietre e nebbia all'improvviso apparì: era un vecchio bassissimo e magrissimo, senza lavoro, senza soldi, senza pensione, senza denti, senza amici, senza parole.
Nessuno lo conosceva, si diceva che gli fosse morta la moglie e lui fosse impazzito.
Dormiva sulle panchine, mangiava gli avanzi che gli davano, sembrava sempre sul punto di piangere ma se gli dicevi "Ciao" si metteva a ridere, qualche secondo di felicità e di bocca sdentata aperta, poi tornava di colpo serio, immerso nei suoi pensieri.
Il sindaco si impietosì e gli diede una camera nei cessi pubblici.
Tra odori di pisciate e cagate si apparecchiava ordinatamente un tavolino in un angolo e mangiava sempre minestra in brodo con dentro dei pezzi di pane, mentre la gente entrava/usciva dai cessi.
Lo chiamavano Vermetto.
Una mattina lo trovarono morto.
Al funerale c'erano solo il prete e l'autista del carro funebre.
Due giorni dopo rimisero scope, spazzoloni e secchi nel ripostiglio in cui dormiva.
Tra le sue poche cose c'era un televisore regalatogli da qualcuno; apparirono dal nulla dei suoi parenti e litigarono per il televisore.

by andreasfinottis