sabato 29 settembre 2012

216 - Autofalsificati

Spedizioni ordinarie
d'incoerenze alternative
ben sedati con lobotomie accettate
per compiacere a dei tizi ben seduti
in ordinate poltrone di pelle
superficiali illusioni strategicamente concesse
inalazioni di sostanze proibite
iniezioni con siringhe di plastica calda
sperma surgelato in offerta 3x2
pompini mentali agli idoli.

Intanto fuori dalla finestra qualcuno corre
molti altri sanguinano.

Tu stai ben al riparo, bello e comodo
basta solo crearsi un alibi
basta solo spettinarsi un po' alla sera
basta solo fingersi interessanti
per sembrare un po' meno stronzi
per esserlo molto di più.


venerdì 28 settembre 2012

215 - fotocopiati




Le nostre certezze:
conquiste del progresso e devastazioni ambientali.
Arroganti idioti che credono di sapere tutto,
guardiamoci allo specchio,
dietro la faccia più o meno piacevole non c'è niente,
vuoto, non c'è nessuno,
solo un cumulo di notizie riportate
ritagli di giornale
spezzoni di pessima televisione
film pubblicizzati
musiche conosciute
panorami risaputi
cronache noiose.
Non sei nulla finché ripeti il già sentito, il già visto.
Finché non ti togli da questo sistema sarai il carnefice e la vittima.
Non distrarti, il tempo scorre, la vita corre e la merda impera.

mercoledì 26 settembre 2012

214 - Non c'è il muzak nel deserto



In spettrali villaggi fantasma
popolati dai fantasmi della mente
i pensieri danzano sull'orlo del precipizio
in bilico sulla follia.
Gli oggetti creano aloni con scomparsi attimi
strisce di tempo contenenti persone.
Ogni secondo appena trascorso non esiste.
Ogni umana certezza svanisce.
Tutti gli orizzonti sono punti di domanda.
Qualsiasi viaggio è sempre di sola andata.
Rimangono solamente vecchie registrazioni
labili ricordi che la mente ci ripropone.
Davanti all'immensità
l'unica meschina ancora di salvezza
è la distrazione creante illusioni
per sfuggire alla propria vita
ennesimi umani inesistenti.
Io mi trovo da solo,
cammino con le mani in tasca
controvento al tempo
spargendo pensieri nel vuoto
fantastiche scintille nella mia notte.

lunedì 24 settembre 2012

213 - Fossilizzati


Pietre, pietrificati istanti
persone solidificate
in posizioni assurde
ogni tempo modella i suoi personaggi
burattini, attori di un copione imposto
impostori
credenti, credono di decidere
un dio non ti chiamerà mai al cellulare
vivrai impostato
sopravvivendo agonizzante
potrai fuggire in una grotta
potrai tuffarti nella mischia
ma finché non sarai te stesso
non sarai nessuno
e svanirai
in un evanescente ormai.


sabato 22 settembre 2012

212 - Monitorati




Sentieri nel bitume
sentieri nella carne
spudorati cineoperatori
a macchia di leopardo
nell'universo elettronico
un uomo non è niente
molti uomini sono molti niente
che formano ponti sul nulla
che spostano l'aria
che alterano lo scorrere del tempo
se vivranno oltre i monitor.






venerdì 21 settembre 2012

211 - apatie


Parli, urli, strepiti
che sono disinteressato
apatico
con la testa tra le nuvole
io
ti guardo negli occhi
e solennemente ti giuro
che non me ne importa
niente
di tutto
e soprattutto di te.

giovedì 13 settembre 2012

210 - coerenza

Se ne passano di vite dentro una vita, sembra di essere stati mille persone, mille ruoli interpretati dallo stesso attore protagonista.
Salva tutto una coerenza di fondo.

mercoledì 12 settembre 2012

209 - Non c'è nessuno

Bussi
sono fuori
non ci sto
non ci sono mai stato
ero schifato
lo sono di più ora
non voglio capi
non voglio seguaci
non voglio amici
non voglio la tua figa
ancor meno il tuo cazzo
non voglio niente
sono senza desideri
senza obiettivi
svaniscono le speranze
ingrigiscono i capelli
tramonto
senza un'alba
mi piacerebbe essere capito
sono buono
se non mi rompete i coglioni
altruista
se non mi chiedete niente
pensatore
se sono senza pensieri
sarei un eccellente casellante
ma non mi piacciono i caselli
non è difficile capirmi
quasi tutti gli animali ci riescono
è con gli umani che ci sono problemi
dovrei sforzarmi a socializzare
dovrei provare a fare amicizia
ma quando sto solo
senza i deliri e le falsità umane
non potrei star meglio
e l'orizzonte è un foglio bianco.



lunedì 10 settembre 2012

208 - Immobili

Sacchi di cemento, pietre
la solidità delle costruzioni
illusioni edili di eternità
farfalle morte con spilli nelle ali
in case che rigurgitano
merda e detersivi nei fiumi
salvando l'immagine
con sorrisi splendenti su aliti marci
cervelli marci, gente marcia
il cemento è sterco secco
resta solo il sole
che brucia anche i genitali
ai geometri in calore.


207 - Il corpo del poeta, immagine di Angela Caporaso - corpi ammutoliti, parole di Andreas Finottis



corpi ammutoliti


Altalene sull'abisso
sospesi nell'ignoto
vedo corpi
contenuti esplicitabili solo a voce
voci prigioniere con parole
consunte, svuotate, arzigogolate.
C'è qualcosa oltre il vuoto?
Le saracinesche degli occhi
possono sparpagliare i cervelli
aprirle, ritrovandosi, riscrivendosi.


immagine: "Il corpo del poeta" di Angela Caporaso

domenica 9 settembre 2012

206 - sabati sera

Prestigiose, lucide, veloci macchine tedesche
trasportano cumuli di macerie mentali
verso agognati rapporti sessuali.

Con facce felici di essere
dentro i canoni imposti.

Poi alcoldroghe per sentirsi autonomi,
almeno il sabato sera,
tentando di scordarsi quanto si è stronzi.

Pullulano di teste di cazzo i sabati sera.

Meglio una partita a briscola al bar
o essere un goth metallaro.

L'emarginazione sociale mi ha sempre attratto,
almeno è sincera.


giovedì 6 settembre 2012

205 - Addizionati




Addizioni di orgasmi
danno la momentanea sensazione di essere in compagnia
con qualcuno.
I gesti vengono dimenticati tra i vecchi calendari al macero
le parole svaniscono tra le pieghe del tempo
con le persone che le hanno dette
con le persone che le hanno ascoltate.
Solo se ti tengo per mano mi sembra di essere ancorato
e di non venire risucchiato dall'orologio,
le illusioni ci fanno correre felici verso un inesistente futuro.
Siamo solo il presente.

sabato 1 settembre 2012

204 - Già sentito

Le parole che ascolto non le sento
sono oggetti già pubblicizzati
sarebbe di parlare col nostro
cervello, linguaggio, tempo
senza retaggi
invece
saltimbanchi di parole
di cazzi da dire
azzimati ragionamenti
proponimenti ammalianti
in serpentine logiche per trastullare l'Io credendosi Dio,
io ho visto, io sono, io so, io sì, tu no, egli forse.
Inverno con altoparlanti arrugginiti nella deserta spiaggia
sussurrano
Comunicazione di servizio: non siamo un cazzo!
E io voglio rinascere in nuova vita
domani me lo tatuo per ricordarmelo.