martedì 31 luglio 2012

197 - Immagini patinate

Siamo tutti belli ma pieni di merda, se vuoi che uno ti conosca e ti apprezzi devi farti vedere per quello che sei: un bel contenitore di merda.
I difetti se li conosci e li sopporti in una persona sono proprio quelli che ti fanno legare a lei, una persona è la somma dei momenti vissuti, anche di quelli che si vorrebbero nascondere, fanno tutti parte della persona.
Il problema è volere dare di sé un'immagine patinata che non corrisponde a ciò che si è, attirando così chi cerca di realizzare l'illusione della persona oggetto perfetto, ma deludendoli appena conosceranno la realtà dei fatti.
La ricerca dell'immagine patinata da far vedere al pubblico è un difetto indotto dal sistema massmediatico che sta rovinando l'umanità.

196 - Essere

Si diventa marci quando marcisce il cervello dentro falsità, ipocrisie, melliflui adattamenti.
Se invece ti mantieni coerente e lucido hai sempre la tua personalità,.
Ci vuole personalità, altrimenti non si esiste

lunedì 30 luglio 2012

195 - Ricordi balordi


Derek Riggs


Un mio compagno di scuola alle medie si mangiava le caccole e alle nostre risate diceva che era normale, allora lo chiese alla professoressa di scienze, -Non è normale- rispose.
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Avevamo un insegnante autoritario, era un nostalgico di destra, iscritto all'MSI, si faceva portare sempre il cappuccino in classe da quelli del bar e usciva spesso dall'aula lasciando il cappuccino incustodito, era dentro un contenitore e chiuso, ovviamente lo aprivamo, ci sputavamo e scatarravamo dentro quasi tutta la classe, poi lo chiudevamo che non se ne accorgesse; una volta uno ci mise anche un pezzo di gesso della lavagna e lui quando tornò se lo scolò senza accorgersene, avrà pensato a un grumo di zucchero; un'altra volta buttammo dentro un pezzo di buccia d'arancia che c'era sul pavimento da un paio di giorni pestata e sporca di fango, anche quella volta se lo scolò senza lamentarsi, avrà pensato a una geniale idea del barista per aromatizzare il cappuccino con la scorza d'arancia; poi con il caldo lasciava con una fessura aperta i finestrini dell'auto parcheggiata davanti alla scuola per trovarla più fresca, ma quando ci passavamo vicino sputavamo dentro sui sedili, un giorno che avevamo esagerato riempiendo di sputi anche il volante finalmente se ne accorse e diede una nota a tutta la classe; però a quella d'italiano, una tipa radical-chic, andò peggio perché uno che aveva preso un brutto voto le cagò sul cofano dell'auto.
*****
Una volta, lungo il fiume, siamo andati a pescare e c'era un pezzo di legno grosso, metà nell'acqua e metà fuori, e io dissi- Sembra uno stronzo-, un mio amico si avvicinò e disse -E' uno stronzo-, mai visto uno stronzo così grosso convenimmo tutti, il più vecchio ed esperto di vita del gruppo disse che è in quel posto andavano spesso dei pescatori di Bologna e che i bolognesi cagano molto perché mangiano molto e spesso, aveva una spiegazione per tutto, era il nostro faro guida, non ha finito la seconda media, a forza di bocciarlo si è ritirato ed è andato a lavorare.
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Nel mio paesino aveva nevicato e un anziano che si ubriacava spesso tornò a casa dal bar dicendo di aver visto una luce provenire dal fiume e un extraterrestre che dall'argine guardava in giro, il giorno dopo dove diceva lui c'erano veramente delle orme strane nella neve che andavano su per l'argine, -sarà stato un cane randagio con le zampe piene di neve a fare quelle orme strane- disse la gente; due fidanzati che erano passati di lì quella notte affermarono che avevano visto anche loro una luce che veniva dal fiume, allora la gente disse che il vecchio sarà stato ubriaco e i due fidanzati avevano sicuramente fumato qualcosa.
*****
Quando ero tardoadolescente mia mamma comprò due bottiglie di sciroppo per le bibite, verde alla menta e rosso all'amarena,  ma lo sciroppo aveva un sapore disgustoso, non lo beveva nessuno, allora quando vedevo che stavano per passare delle persone davanti a casa ne mettevo in un bicchiere grande con l'acqua, andavo in terrazza, bevevo una gran quantità senza mandare giù, poi fingendo di vomitare sputavo fuori, facendo versi e urlando -Oddio come sto male-, i passanti guardavano con occhi stupiti il finto vomito rosso vivo o verde menta cadere dalla terrazza e di solito affrettavano il passo o passavano sul marciapiede opposto.
Da allora cominciò a circolare la voce che ero un drogato.
Mia mamma, vedendo che erano state bevute, ne comprò altre due bottiglie!

domenica 29 luglio 2012

194 - Immersi

Ballerini dentro nascoste danze
nei riflessi degli occhi
i tuoi, che ridono quando mi vedono
viaggio nel tuo respiro
immerso
nella tua spiaggia eternamente
bagnato nel tuo mare
insieme guardiamo l'orizzonte
finalmente chiaro.


sabato 28 luglio 2012

193 - Niente paura


Non recitate che fate pena, non dovete aver paura di essere voi stessi, vi amerò per i vostri difetti.


venerdì 27 luglio 2012

giovedì 26 luglio 2012

191 - Sono una lesbica

Sono lesbica, non ci crede nessuno perché ho il pene, sei una lesbica del cazzo se hai il cazzo pensa l'uomo medio, ma io faccio un discorso più complesso e non mi aspetto certo che mi capisca l'uomo medio che ragiona col copia-incolla, all'uomo medio dedico il dito medio.
Non ho come principale scopo penetrare una, ma mi piace leccarla, baciarla, farla star bene, tanto che mi scordo del pene con le sue esigenze penetrative, vado d'accordo con le lesbiche tranne che con quelle che imitano gli uomini, imitandone per giunta gli aspetti peggiori; una caricatura di uomo non la sopporto in quanto non sopporto l'originale. Pure le menose spappolapalle non le sopporto, non me ne frega nulla delle loro menate, per cui non dura. Ma con quelle che conservano la loro femminilità e non sono complessate ho in genere molto feeling, anche solo a parlarci, mi dicono spesso che non hanno mai trovato un uomo come me, hanno desiderio di una maggior dolcezza e sensibilità nei rapporti sessuali che l'uomo in genere non ha, io sì, le capisco, e riesco a visualizzare le cose nella loro ottica, sono sensibile e sensitivo, accarezzo...bacio...lecco a lungo, e funziona, un paio mi hanno detto che hanno raggiunto l'orgasmo per la prima volta con me, penso che esagerino per compiacermi, ma poi ci credo perché dopo decenni mi cercano ancora, si ricordano; invece io dopo pochi mesi che non li sento mi scordo di tutti, tranne rarissime eccezioni.
Comunque alla fine poi faccio col mio buon vecchio pisello quello che devo fare, probabilmente sarei un maschio più sensibile del solito, ma non ho la mentalità del maschio, sono veramente una lesbica, se mi inserisco in un gruppo di lesbiche a fare discorsi seri sono una di loro, e anche ascoltata e apprezzata.
Quindi dovrei andare ad operarmi e diventare donna per essere una vera lesbica, riconosciuta da tutti come tale, ma quale sarebbe poi il sogno di una lesbica del tipo che sarei io? Avere il pene.
Dovrei riandare a operarmi e farmi rimettere un pene, magari il mio se ce l'hanno ancora e non l'hanno gettato nella spazzatura,  perciò invece di fare quel via vai del cazzo tanto vale che mi tenga il mio dicendo che sono una lesbica e chi non mi vuole credere che vada affanculo, non merita.
Sono anche favorevole alle relazioni aperte, trovo assurde e innaturali le relazioni chiuse, ma questo non vuol dire che non ami, amo sopra ogni cosa chi mi sta accanto ricambiando e solo dopo c'è il sesso che è una cosa separata dall'amore
Si dà troppa importanza al sesso a causa del cattolico lavaggio del cervello che viene fatto, lo si vede a fini riproduttivi e quindi diventa una cosa seria da fare solo con la persona che ami; incredibilmente e paradossalmente son d'accordo, ma se non è a fini riproduttivi bensì è un'attività ludica, con le dovute precauzioni, si può fare con altri.
Sono due cose completamente diverse il sesso per procreare e il sesso per sport, uno devi farlo solo con chi ami e pensandoci, l'altro puoi farlo con chi vuoi e come vuoi senza problemi, basta farlo con un minimo di stile.
Libertà sessuale è libertà di idee.











mercoledì 25 luglio 2012

190 - Sbudellato

dipinto di Augusto Daolio

Con le budella in mano
corro per le scale
urlo nel silenzio dell'androne
mi blocco
ho perso al gioco
mi ritiro.

Triturato dagli squali
conto i granelli di sabbia
con la faccia sul pavimento
appare l'oltretomba
e mi ricorda
che non sono mai esistito.

lunedì 23 luglio 2012

188 - albicocche




Una vecchia pianta di albicocche
una memoria di tempo
stagioni e stagioni passate
da anni è marcio metà tronco
volevano abbatterla, ma io non ho voluto
anche quest'anno ha fatto le albicocche
centinaia, buone
la vita le scorre solo su un lato
ma lei cerca di vivere
storta martoriata semispezzata
i rami arrampicano l'aria, cercano il sole
le radici scavano la terra, cercano l'acqua
tutto scorre e ruota intorno
lei vuole essere fino all'ultimo secondo
e regala centinaia di sorrisi arancioni al cielo.
Il senso delle cose
ce l'hai sotto il naso.

giovedì 19 luglio 2012

186 - Filo spinato


Le cose migliori, soprattutto le poesie, ho notato che si scrivono d'istinto, poi dai una riletta, aggiusti il meno possibile ed è di solito migliore di una studiata, perché senti la potenza delle parole non mediata dalle convenzioni a cui il pensiero razionale si assoggetta.
Spesso siamo prigionieri del filo spinato prodotto dalla società e col quale ci avvolgiamo la mente.


martedì 17 luglio 2012

185 - Ricordi tossici




Sulla riva del fiume
ho visto un cane morto annegato
era un cane piccolo bianco
ora è gonfio, tanto gonfio
da distante sembra una pecora morta
mosconi verde metallizzato coprono tutto
ho respirato l'aria putrefatta
e ho provato nostalgia, una struggente nostalgia
ricordi d'infanzia
quando giocavo nella gigantesca discarica di rifiuti
tra copertoni bruciati e cadaveri di animali
la zona industriale accanto colorava l'acqua del fosso
a volte giallo, altre rosso, più raro il blu
poi il sole tramontava tra i fumi perenni
tornavo a casa felice
la mia infanzia tossica
mi ha abituato al futuro.

domenica 15 luglio 2012

184 - occhi verdi, cavalli selvaggi


Inseguivi i sogni di una generazione passata
ne era rimasta la polvere e del tipo peggiore
cercavi un paradiso terrestre con palme sulla spiaggia e wild horses
lo cercavi negli angoli del cemento dove il sole sbatte sui rivoli di piscio
i sogni non esistono urlava in ogni momento il cemento armato
ma per difenderti sognavi ancor più forte
astraendoti dalla fredda realtà con fantasie avvolte nella carta stagnola
scappando dalla paura della vita
nascosta nel bosco delle braccia morte
urla silenziose dentro te
dentro un vortice di routine tossica annullandoti verso il nulla
polverizzata
polvere alla polvere
cenere alla cenere
Sparita
rimane un pensiero dentro me
una voglia di libere praterie
che corrono verso i tuoi occhi verdi
vorrei abbracciarti tra le palme sull'oceano
nella tua immaginazione unendomi
solo un attimo prima di un addio
i cavalli selvaggi correranno con te in eterno
liberi dentro
liberi veramente
sempre.

sabato 14 luglio 2012

183 - Inadatto

Disomogeneo al genere umano
dentro percorsi casuali
zigzagante
inafferrabile anche a me stesso, sto fuori
espulso da ogni contesto
da ogni usanza del vivere civile e incivile
mi spreco verso un orizzonte
che non c'è
passato burrascoso
un relitto umano sulle spiagge dell'oggi
il futuro viene decriptato solo guardando il percorso fatto
il disegno puoi completarlo costruendo su te stesso
ma io sono macerie
confusione, risate sull'abisso
domani
è solo un vago punto di domanda.



lunedì 9 luglio 2012

182 - Previsione del tempo


Pioggia
sul piscio degli ubriachi
Lampi
sui fari delle auto in colonna
Vento
sulle parole d'amore per farsi una scopata
Buio
sulle lucciole morte sotto i lampioni senza luce
Vuoto
nelle vite scandite dal tempo sadico delle sale d'attesa