venerdì 30 marzo 2012

153 - Idoli

Non esistono idoli o eroi, siamo tutti teste da cazzo, io ammiro solo quelli che cercano in tutti i modi di esserlo il meno possibile.

immagine: Neon Park


venerdì 23 marzo 2012

152 - Tempo scuro

Un cane randagio
sulla strada deserta
corre con la coda bassa
si aspetta botte dal destino
da tutti, da tutto
quando va tutto male
temi tutto, ringhi a tutti
vedi nero, tutto nero
ed è nero
un cane nero.

sabato 17 marzo 2012

151 - Angela Caporaso, immagine: Pen - Andreas Finottis, parole: Tradizionale

Pen - opera di Angela Caporaso
Tradizionale


Schiaffi in faccia
e calci sulle palle.
Baci orali
e doveri genitali.
Sprangate al cervello
e pugnalate al cuore.
Amore, fedele, eterno.
Una tagliola
con dentro i miei testicoli
le tue labbra che sussurrano
innamorate di me.
Piango, lacrime e sperma
sul nostro grande amore.
Eterno ergastolo
sì lo voglio.
Vi dichiaro marito e moglie.
Viva gli sposi.






mercoledì 14 marzo 2012

150 - immagine di Angela Caporaso: Nero 0.1 - versi di Andreas Finottis: Black night

Nero 0.1 di Angela Caporaso

Black night


Esportando democrazia
bombardando le scuole
ogni popolo sarà libero
per essere sfruttato
ognuno deve poter specchiarsi
nel ghigno d'oro del presidente
nella plastica da comprare
nelle viscere da ingrassare
kalashnikov e marchi trendy
per conquistare nuovi mercati
su budella di persone asfaltate
nuove mode colorate
nascondono vecchie e noiose foto di morti
e tutti in nuove strade veloci
per correre verso il progresso
verso un'unica agonia
tra colline di rifiuti
un tramonto risplende sull'oro
dei denti da squalo del presidente.

martedì 13 marzo 2012

149 - Poesia viscerale da facebook

Raccolta di poesia viscerale per capire il presente della letteratura
con, tra gli altri, il fantasmagorico Andreas Finottis.
Non mi hanno messo le s finali del nome per un errore tipografico, ma è l'unico piccolo difetto di questo imprescindibile libro.
E costa solo 12 fottutissimi euro.
Clicca sulla scritta sottostante per averlo:

http://www.ibs.it/code/9788897681021/lardichella-road-poetry.html


giovedì 8 marzo 2012

148 - Ven di Angela Caporaso - Spazio pubblicitario di Andreas Finottis

Ven di Angela Caporaso
Spazio pubblicitario


Piovono serpenti radioattivi
mangiando escrementi industriali
germogli schiacciati e asfaltati
terra bruciata, asfalto coltivato
e fiorisce il cemento
tamburi pubblicitari nel cervello
donna dal bel culo
miliardi di applausi per te
e quando il culo scade
nuova carne arriverà
e tutto continua
lodi al cemento
lodi all'asfalto
lodi al tuo culo
finché è giovane e bello
è il motore del potere
utile, funzionale, serve
a venderti la tua morte
saluti e baci.


Immagine: Ven di Angela Caporaso
Parole: Spazio pubblicitario di Andreas Finottis

martedì 6 marzo 2012

147 - Viaggiando nel nulla




La strada verso il niente
percorro a velocità ridotta
per rendere interminabile questo momento
di attesa
attesa di niente
attesa e basta
immerso in fari proiettati dentro il buio
ai lati della strada intravedo altre forme
di vita e di morte in un cocktail malriuscito
vado avanti, inesorabile
dritto verso la mia meta
inesistente niente
io, immerso dentro il nulla verso
una bolla di spazio e di tempo in cui staziono
fuori da tutto, da tutti, senza oneri od onori
lontano dai discorsi e dalle canzoni canticchiate.

Le vite considerate inesistenti
sono urla tra il silenzio
e fuochi eterni sulle praterie ghiacciate.

sabato 3 marzo 2012

146 - Quattro amici




Ultimi sedili in corriera
motorini birre liquori
sigarette sofferte
sempre fuori dal bar
sempre sulla panchina
più distante dagli altri
notti insonni
in compagnia
tranquillanti ed eroina
per sopravvivere
acqua, cucchiaino e accendino
nel sangue
polvere di marmo
con acqua di pozzanghere
e stagnola ad asciugare
da liquidi vaginali
e gli anni passavano
durando poco e
sfregiando i volti
gonfiando i fegati
ingiallendo gli occhi
con discorsi rochi
occhi a capoccia di spillo
occhi bagnati guardavano
verso gli ultimi fuochi
di un futuro che non c'è mai stato
per chi si siede sulla panchina
più distante dagli altri
e anni dopo nessuno si ricorda
l'esistenza di chi c'era seduto
ma la panchina l'ho vista
c'è ancora
e ancora ci si siede qualcuno
con dentro l'inverno
ci passo davanti
e ricordo i morti passati
invano
il viaggio all'inferno è
sempre breve
sempre attraente
sempre insensato
e ingiallisce gli occhi
che diventano foglie secche
e svolazzano nel vento
cadono a terra
ci cammino sopra
e sento scrocchiare
il peso della vita.