sabato 28 gennaio 2012

135 - SS = Strada Statale

Carne macinata, lamiere e asfalto
motori roventi e morti spappolati
il progresso passa davanti a casa mia
basta che sporga la testa e me la sfracella
asfalto che si insinua dentro, circola nel
sangue
esce dal respiro, ragiona al posto del
cervello
desidera
produttori producono, consumatori
consumano
prodotti veloci, consumi veloci
e ruote girano sull'asfalto
gas, gas, gas
camion auto e poi camion e ancora
camion
e corpi in mezzo a questo
sopra questo, sotto questo
dentro
stritolati nell'ingranaggio
infelici, dementi
ma insensatamente, mestamente
sorridenti.


Nell'immagine: è della carne bovina caduta dal camion che la trasportava, lo dico per alcuni che si sono lamentati credendo fossero resti di carne umana dopo un incidente, non è carne umana.

venerdì 27 gennaio 2012

134 - PENSIERO


Il mio pensiero è una pallottola che fende l'aria alla ricerca di un corpo dove conficcarsi, ma poi mi rendo conto che colpisco quasi sempre dei cadaveri.

sabato 21 gennaio 2012

133 - Abbraccio di Angela Caporaso - C'eravamo di Andreas Finottis


C'eravamo


C'era un padre. C'era una madre.
Ora ci sono io.
Abbracci nel vuoto
schegge di tempo
in ricordi ossidati
dai calendari, dal vivere
dentro oggetti reliquie
che agganciano qualche fotogramma
tempi passati
la felicità del mosto
odore di castagne dalla cucina a legna
l'estasi dei peschi in fiore
e sguardi puliti
in camicie a quadri di uomini
dalle mani forti
e dal sorriso con la pacca sulla spalla
gente accogliente
donne indaffarate in mille faccende
che davano un ordine
e un senso a tutto
alle tende pulite, alle tovaglie stirate
alla brina sull'erba
alle margherite lungo i fossi
agli alberi nel sole estivo
ogni cosa era al suo posto
in quel mondo
un mondo ammazzato
da superfluo e invidie
in desideri da consumo
fuoriusciti dalla televisione
da quando fu colorata
e divenne protagonista
insensata.

132 - Avanzando di Angela Caporaso - Cambiamenti di Andreas Finottis


 Cambiamenti


Viaggiare tra luoghi e menti
e sedere sul bordo della strada
osservando il nuovo che sei
trovato
cambiando in sguardi e cellule
continuamente
facendo sesso con ogni momento
con il sole sulla pelle
fuori di casa
stai dentro te stesso
perfetta sintonia
con il mondo che ti risplende
davanti alla faccia
senza schermi a 32 pollici.

131 - EFFETTI INDESIDERATI

Giancarlo si svegliò sudato, aveva freddo e sudava, una cosa assurda, sicuramente stava male, gli mancava il respiro, faticava a respirare, aveva preso quella nuova droga che gli aveva venduto quel tipo poi non ricordava niente, sentiva formicolio ovunque soprattutto in faccia, si alzò con le braccia a penzoloni, riuscì a trascinarsi in bagno, cazzo che sballo, mai sentito una cosa simile, sembrava che il naso gli sbattesse in bocca, che sballo, cazzo che roba fenomenale, si affacciò allo specchio e gli si gelò il sangue, saltò indietro sbattendo la testa contro il muro, si portò terrorizzato le mani in faccia, si tastò come per cancellare quello che vedeva, no, era lì, cazzo che cazzo, un cazzo, un pene di medie dimensioni gli penzolava al posto del naso e aveva pure i testicoli che finivano armoniosamente prima del labbro superiore, un cazzo in faccia, che vergogna, come faceva ora, come andare in giro così, un dubbio ancora più atroce lo assalì, si tirò giù le mutande e rigelò, il naso era lì e senza mutande respirava finalmente meglio, senti un assurdo senso di sollievo che lo pervase, in fondo aveva tutto come prima, aveva solo cambiato posizione, forse era un'allucinazione della droga, ricominciò a tremare, aveva da pisciare, ma con cosa doveva farla? Si avvicinò al water, sentiva dal cazzo al posto del naso l'esigenza di urinare, si abbassò e pisciò dal cazzo in faccia. Si sollevò, una goccia di piscio gli bagnò le labbra, non ci fece neanche caso, doveva abituarsi, ora come faceva ad andare a lavorare? Doveva tenere sempre la sciarpa, o mettersi un velo come le donne orientali; pensando alle donne orientali nude sotto i vestiti gli venne un'improvvisa erezione, gli sbatteva sulla fronte, dava fastidio, come cazzo poteva andare in giro con quella faccia da cazzo? Telefonò a un suo amico che studiava medicina e gli spiegò la situazione, ottenne delle risate e un riposati che ti passano le allucinazioni.
Era disperato. Poi gli venne l'idea e tutte le preoccupazioni svanirono: Massimo Dimmerla!
Il grande Dimmerla, il mitico presentatore televisivo che aiutava tutti, lui avrebbe avuto la soluzione, lui aveva la soluzione per ogni problema, solo Dimmerla poteva salvare la sua vita.
Telefonò e trovò la segretaria, le disse il problema, lei rispose: "Non si muova, saremo da lei tra poco, stia calmo e vicino al telefono per ogni evenienza".
Dopo pochi minuti sentì degli elicotteri, si affacciò e vide una scena che gli ricordò il fillm Apocalypse Now, numerosi elicotteri stavano atterrando nel giardino condominiale, in pochi attimi ebbe l'appartamento allestito come uno studio televisivo, con tanto di salotto con gli esperti del caso, lui lo posizionarono di spalle dietro una tenda per la privacy e per non far vedere organi genitali in prima serata. Interruppero la normale programmazione con un'edizione straordinaria, lui si sentiva bene, contento, era l'uomo del momento, di che poteva lamentarsi.
Iniziarono il dibattito: c' era chi diceva che se avesse un figlio così lo caccerebbe di casa, chi invece diceva che i giovani stanno vivendo un periodo di disagio e bisogna star loro vicini, capirli, comprendere perché si drogano a tal punto da ritrovarsi il cazzo in faccia, uno grasso del pubblico dello studio-appartamento si alzò accalorato urlando: "La pena di morte ci vuole", molti applaudirono calorosamente, una signora distinta fresca di parrucchiere rispose prontamente: "Basterebbe applicare le leggi che già ci sono", alcuni applaudirono tiepidamente. Poi cominciarono a discutere animatamente dell'immigrazione clandestina causa di tutti i mali, dopo un paio d'ore cominciarono finalmente a parlare di come risolvere il suo problema fisico, alcuni volevano vederlo bene da vicino, allora a turni di due iniziarono ad andare dietro la tenda e con un guanto di lattice fornito da un solerte assistente gli toccavano il cazzo. Si sentì un elicottero dal rombo più potente dei precedenti, iniziarono tutti ad agitarsi e urlare "È arrivato il Presidente, il Presidente della Repubblica".
Pochi istanti dopo entrò nell'appartamento tra gli applausi dei presenti emozionati, deciso andò dietro la tenda e gli diede la mano: "Caro giovane come vede il Presidente è vicino a tutti i cittadini della nazione in qualsiasi momento della loro vita, lei che si trova con gli organi genitali in faccia non è meno degno di uno più fortunato, piuttosto smetta di drogarsi che come vede può causare danni imprevedibili".
Tutti applaudirono commossi da tanta saggezza in un solo uomo, alcuni piangevano senza freni, le parole del Presidente avevano colpito anche Giancarlo che si mise a piangere, ma mentre piangeva a causa della tensione nervosa riebbe un'erezione, il Presidente si era avvicinato al viso per osservare di persona il problema.
Giancarlo non riuscì a trattenersi e venne copiosamente in faccia al Presidente.
Una guardia del corpo, per riflesso indotto, immediatamente estrasse la pistola e gli sparò in faccia, Giancarlo cadde riverso sul pavimento, l'ennesima vittima della droga.
Lo imbalsamarono per esporlo al museo come monito per i giovani, ma per via di un esposto per la pubblica decenza non lo esposero mai, rimase nel magazzino del museo, dimenticato.
Solo il mitico Massimo Dimmerla andò a visitarlo una volta, per farsi una foto ricordo.

lunedì 16 gennaio 2012

130 - Giotto g8 di Angela Caporaso - Potenzialmente di Andreas Finottis


Siamo la nostra mente
il corpo è solo involucro
deteriorato dal tempo
la mente non ha sesso
né nazione né colore di pelle
invece di rinnovarti il guardaroba
rinnovati la mente
invece di colorarti i capelli
colorati la mente
se questo non capisci
non esisti
e sei corpo vuoto
trasportato dal calendario
inutilmente
vuotamente
demente.


Immagine: Giotto g8 di Angela Caporaso

sabato 14 gennaio 2012

129 - Cerchi di Angela Caporaso - Cerchi di tempo di Andreas Finottis

                                 Immagine: Cerchi di Angela Caporaso


Cerchi di tempo


Ribellioni
scintille nella nebbia
scariche elettriche
vita in ogni cellula
parole che rimbombavano
senso di nascere o morire
in ogni istante
e la vita scorreva veloce
in miliardi di impulsi
cantautori soul jazz rock punk
musiche nel DNA
e mille all'ora la mente
percependo odori
d'Afghanistan, Libano, Marocco
trasportavano fantasie
spente da polveri
di ragazzini che giocavano sulle panchine
con la morte
e rivoluzioni bombardate
da stragi e banalità
con fuggifuggi sulle poltrone
davanti alla televisione
e ho visto una strada asfaltata
ma non si asfalta due volte
e l'erba crescerà
crepando l'asfalto
con la forza dei morti nei vivi
non si asfalta due volte la stessa strada
sappiatelo, maledetti.

giovedì 12 gennaio 2012

128 - H2o di Angela Caporaso - Vita nell' acqua di Andreas Finottis




Vita nell' acqua - versi di Andreas Finottis su H2o, installazione di Angela Caporaso


Acqua
nella pioggia
nella terra
che sorge
che scorre
speculatori avvelenano
fiumi tossici
speculatori vendono
acqua limpida e pura
come da pubblicità
natura incontaminata
in bottiglia di plastica
meccanismo industriale
capitalismo in scorie e ingranaggi
con dentro l'uomo
con dentro l'acqua
sostanza della vita
negata.

127 - Mediterraneo verde fritto 0.20 di Angela Caporaso - Splendido... di Andreas Finottis




Mediterraneo verde fritto 0.20 - mixed media - di Angela Caporaso

Splendido.... versi di Andreas Finottis su Mediterraneo verde fritto 0.20


Splendido
sole mediterraneo
sui pescherecci dalle grandi reti
che inscatolano gli ultimi pesci
sui multicolori ombrelloni pullulanti
che impediscono ai poveri il mare
sui bianchi fabbricati delle coste cementate
che hanno distrutto la macchia mediterranea
sui produttivi capannoni industriali abbandonati
che hanno avvelenato l'ambiente
ma tu uomo mediterraneo
sei felice, contento
con la tua mitragliatrice di plastica ad acqua
che ti ha venduto un cinese
hai appena spruzzato le tette a una bella figa
e ridi, ridi entusiasta
lo fanno anche nel televisore
fa molto ridere
ride anche il cinese, ride molto
ma il tuo riso è demente
il riso del cinese è pensato
lui sa
che ti sta sfondando "er culo"
ahahahahah
tra visceri di pesci marci
e acciaio arrugginito nel cemento
riverbera malato il sole
mediterraneo
fine.

domenica 8 gennaio 2012

126 - ANNEBBIATI

Gennaio
gelo, nebbia
nella strada statale di notte
guard rail, capannoni industriali
TIR a cento all'ora
nella roulette russa di lamiere
carni dentro gabbie d'acciaio e vetro
asfalto che scorre
fumo avvelenato che penetra
nel fiume asfaltato
fanali, luci rosse annebbiate
e rosso semaforo.

Attesa di marmitte e pensieri
sospesi
verso un traguardo
che regala un'illusione.

Cervelli intrappolati
in questo universo tossico.


giovedì 5 gennaio 2012

125 - Pesci 01 di Angela Caporaso - Sguardi.... di Andreas Finottis



versi di Andreas Finottis su Pesci 01 – elaborazione digitale di Angela Caporaso

Sguardi
nell'acqua
nel sole
occhi rotolano sulla spiaggia
in desideri di libertà
il mare è un abbraccio agli sguardi
un abbraccio azzurro e un bacio
lingua in bocca
profumo che ti penetra
e ti cambia
senti aria
e pelle accarezzata dal sole
sorride
tutto fa l'amore con te
la natura tra le cellule del tuo corpo
ti fa sentire vivo
dimentico della maschera imposta
in un attimo perso.

124 - Portico di Angela Caporaso - Caos.... di Andreas Finottis



versi di Andreas Finottis su Portico – collage on paper di
Angela Caporaso

Caos
tentativo di regolarlo
cravatte e galateo
l' animalità sfugge
la cravatta non la tiene
l' acconciatura si scioglie
e resti un animale
presuntuoso, agghindato
nel caos della vita
cerchi
di limitarlo
di chiuderlo
fuori dalla porta
fuori dalla tua vita
guardi fuori
dalla finestra televisiva
e tremi se suonano alla porta
e aspetti in un angolo la fine
se fai così puoi stare
tranquillo
rilassato
sei già morto.

Portico - opera in catalogo
http://www.mokaweb.it/edizioni.amande/index.php?option=com_content&view=article&id=40%3Atra-secondo-e-terzo-millennio-opere-in-catalogo-di-angela-caporaso&catid=5%3Acatalogo&Itemid=16

123 - Vaso con di Angela Caporaso - Donna.... di Andreas Finottis



versi di Andreas Finottis su Vaso con – collage on paper di
Angela Caporaso

Donna
nel sogno
donna nel sangue
sorgi femmina
sviluppi vita
sospinta dalla natura
danzi in punta di piedi
sulle lancette del tempo
sempre in guerra tra mille impulsi
contrastanti
cercano di sottrarti qualcosa
qualcuno e un po’ tutti
sbattuta, stravolta
cercata, usata
imprigionata, abbandonata
dentro schemi, dentro scherni
hai l' universo dentro
scegli tu
la vita, il destino
sei l' unica che conosce
il ritmo del sangue
il tuo sangue.