lunedì 31 dicembre 2012

247 - Dolci ricordi scolastici

"Danzo come una farfalla, pungo come un ape", Muhammed Ali diceva e me lo ripeto mentre sto per affrontare lo scontro, apro la porta della palestra con un calcio, lui e lì con la solita arroganza e il pallone da basket in mano, lui circa 2 metri x 100 kg, io 181 cm x 72 kg, peso supermassimo con peso medio, incontro non regolamentare per qualsiasi federazione, ma qui non ci sono regole, c'è da sistemare un conto, mi ha offeso con arie da prepotente mentre ci stavamo cambiando e se ne è andato ad allenarsi, ho paura ma i nervi mi spingono oltre, senza dire niente vado verso di lui, mi vede e butta a terra il pallone, viene verso di me, lo anticipo, gli sono addosso afferrandolo con entrambe le mani al collo e stringo, cerca di colpirmi ma stacco velocemente la sinistra parandolo col gomito sinistro, con un pestone di lato alla sua gamba destra gliela piego, cade sulle ginocchia, mi metto al suo fianco stringendogli il collo col mio avambraccio destro e lo sento scricchiolare, mi colpisce con un pugno allo stomaco, fatico a reggere il colpo, passo dietro di lui senza perdere la presa, il mio polso preme la sua gola, il suo viso è di un colore strano e mi graffia con le mani all'indietro, poi inizia ad agitarle a caso in avanti che sembra stia nuotando, rantola, mi sono tutti addosso per dividerci, una ventina di persone strattonandoci ci riescono.
Risultato: io espulso da scuola per aggressione.
Però mi hanno raccontato che è diventato il più buono di tutti e quando ha finito gli studi  si è fatto prete.
Poi proprio i preti dicono che la violenza è inutile.


domenica 30 dicembre 2012

246 - Brutta giornata

Oggi sono stanco di vivere
vorrei assumere un'altra forma
entrare in un'altra dimensione
diventando un impiegato raccomandato
di qualche assurdo ente parastatale
o una videocamera di sorveglianza
o una buccia di banana
o una merda di daino
o una qualsiasi cosa ai confini
tra l'esistenza e l'inesistenza
un nulla che immagazzina immagini
un involucro dimenticato
un ostacolo inutile
ma accettato
del vivere.

Invece sono
non partecipante
non classificato
disadattato
una tessera di un puzzle differente
non si inserisce con le altre
non ha un disegno
non ha un senso
vuole solo essere ignorata
vuole solo stare a guardare
degli idioti che perdono la vita
giocando con i puzzle.

Pensandoci ora sto meglio.







mercoledì 26 dicembre 2012

245 - L'IMPIEGATO MODELLO

Vidi davanti al municipio un impiegato comunale appeso ad una trave di cemento con le caviglie incatenate a testa in giù, non urlava, stava buono e calmo, immobile, sorrideva pacificamente, salutava gentilmente, ma la gente che passava non lo guardava neanche.
Gli chiesi - Perché?
Lui mi fissò e mi disse - E' il mio lavoro, e io lo faccio al meglio.

domenica 23 dicembre 2012

244 - Un regalo meraviglioso



Amelio era nato poverissimo, per Natale non gli facevano regali, i suoi genitori gli dicevano che i regali glieli avrebbe fatti trovare la vita se si impegnava nello studio e nel lavoro, e in casa a ricordare che era il periodo natalizio c'era solo un alberino in plastica con qualche pallina sormontato da un puntale spuntato.
Passò il tempo, studiò con mille sacrifici, si trovò un lavoro da impiegato, il proprietario era severo, feroce nei modi, ma alla vigilia di Natale nonostante dicesse che la ditta era in difficoltà convocò tutti i dipendenti e regalò un meraviglioso pacco di Natale a ognuno.
Era un pacco grande, bellissimo, in carta lucida rossa con stelle gialle che brillavano, tenuto legato da un nastro giallo oro.
Amelio era senza fiato, gli batteva il cuore all'impazzata, era il primo regalo della sua vita, tremava dall'emozione mentre lo portava a casa, lo mise sul tavolo, i suoi genitori saltellavano e gridavano entusiasti come dei bambini nel vedere una meraviglia simile.
Si misero a cenare con il pacco in mezzo al tavolo, mangiavano entusiasti all'idea del regalo, poi aspettarono con ansia la mezzanotte per aprirlo.
Allo scoccare della mezzanotte Amelio si alzò e cominciò ad aprirlo con le mani tremanti mentre i genitori seduti guardavano e fiatavano emozionati emettendo vapore nell'aria fredda dell'appartamento, tolse il nastro, tolse la carta, trovò una scatola in cartone, la aprì e restò a bocca aperta senza dire una parola.
C'era il contenuto della sua scrivania con un biglietto: "Mi trasferisco all'estero dove lavorano di più e mi costano di meno, siete tutti licenziati, buone feste e andate in culo branco di pesi morti".
Scoppiarono tutti a piangere, lacrime di una vita di amarezze per raggiungere piccole sicurezze che crollavano.
Poi suo padre si alzò traballante dalla sedia e tra i pochi denti che aveva disse: " Però fino a mezzanotte abbiamo passato un bel momento, comunque Buon Natale!"
Amelio perse ogni controllo, sferrò un pugno in bocca a suo padre togliendogli un paio di denti, rovesciò il tavolo, prese una sedia e sfondò la finestra, sua madre si gettò addosso tentando di bloccarlo, la colpì con una gomitata al mento e saltò fuori dalla finestra.
Atterrò sull'albero di Natale in giardino dei vicini del piano terra sfasciandolo, si sollevò e corse via, nessuno lo vide più.
Dall'anno successivo in quella zona cominciarono a verificarsi spesso misteriose aggressioni a sprangate ai Babbi Natale.


venerdì 21 dicembre 2012

243 - pezzi

Relitti ovunque, pezzi di un mondo a pezzi, oggetti contundenti innaturali come la civiltà.


giovedì 20 dicembre 2012

242 - Resto fuori


Guardo nelle pozzanghere
i riflessi delle luci festive colorate
laghetti sull'asfalto che spettinano i colori
arcobaleni notturni schiacciati dai copertoni
nella distorsione mi riconosco
se guardo le luci non mi appartengono
se guardo l'immagine riflessa alterata mi specchio
sono nato diverso
ogni mattina mi sento solo
bagno il pettine
e provo a pettinarmi bene
ma i capelli dopo un attimo tornano com'erano
non riesco a essere
uno dei vostri
non riesco
a morire
vivendo, come voi.


giovedì 13 dicembre 2012

241 - Appuntamento al bar


Aspetta nel bar all'angolo come d'accordo.
Vapori di caffè e pasticceria fresca nell'aria riscaldata, dalle vetrate appannate guarda l'inverno.
Gente che cammina in fretta per gli acquisti natalizi, una rassegna di facce in espressioni rassegnate con occhi inebetiti, vestiti di scuro nel tempo oscuro che attende la neve.
All'improvviso tra la folla una nuvola bianca appare, sente che lo trasporta fuori dal bar, oltre la gente, oltre quel tempo, oltre ogni cosa finora conosciuta, la sensazione più bella mai provata e all'apice dell'emozione sente un bacio della nuvola sulle labbra, vede una cascata gialla di capelli scendere dal berretto tolto da lei, che si siede davanti e gli sussurra dolcemente:
"Bevo qualcosa di forte perché al lavoro ho avuto una giornata di merda".

giovedì 29 novembre 2012

240 - SABBIA NEGLI OCCHI

Sabbia nel vento
ricopre ogni cosa
polvere sull'estate
nell'avvento dell'inverno.

Ogni stagione mi esplode in faccia,
mi prende, mi trasporta oltre
estirpandomi
lo scorrere delle stagioni
mi violenta
mi prende a calci
mi riempie di pugni
con dolori e ferite
barcollo, cado
frastornato mi rialzo
e vado
non so come
verso un non so dove.



venerdì 23 novembre 2012

239 - tweet erotico


Turbinio di lingue, solleva le maglie oltre le teste, toglie i jeans, persi nella pelle, raccogliendo frammenti sparsi ci troviamo.

lunedì 19 novembre 2012

238 - sole e amore

Abbandonata alla corrente del mare.
Acqua calda e limpida, sulla sabbia increspata del fondale conchiglie e qualche piccolo granchio.
Corpo che scivola dolcemente sull'acqua.
Sole che splende, corpo nella corrente marina.
I lunghi capelli biondi accarezzano il mare.
Gocce rosse si aprono in fantasmagoriche figure danzanti nell'acqua.
Dalla spiaggia qualcuno gridava di gioia, ora grida di terrore.
"Una donna morta".
Una donna che era amata, tanto amata, follemente amata, era l'unico amore.
"Sei mia" le diceva, lei si sentiva lusingata da tutto quell'amore.
Sopportava botte e sopraffazioni per quell'amore, e quando ha tentato di andarsene quell'amore ha prevalso.
"Sei mia" è il nome in codice della morte.


domenica 18 novembre 2012

237 - COME FAR CARRIERA

Entrò nella stanza per fare il provino da valletta televisiva.
Trovò ad aspettarla il regista, il produttore, alcuni noti politici e la troupe, tutti completamente nudi.
"Ma che provino è questo?" esclamò lei.
"Un provino del cazzo, si spogli che iniziamo" rispose il regista.
Venne assunta e condusse un programma di successo che difendeva i valori cattolici tradizionali della famiglia.
Poi entrò in politica e fece carriera ai massimi livelli.
Si sposò con un bellissimo ufficiale dell'aviazione più giovane di lei, cerimonia in chiesa con le più alte autorità presenti.
Ora è stata eletta Presidente della Repubblica, tutti, anche gli avversari politici, ne riconoscono la coerenza e la sincerità.



sabato 17 novembre 2012

venerdì 16 novembre 2012

235 - POSSESSIVITA'



è mio, è tuo, no è suo
ogni oggetto, persona, animale, pianta
la terra, il cielo
ogni cosa deve essere di proprietà
appropriarsi di tutto è la merda delle menti umane
liberati da questo pensare possessivo che ti frega
che ti impedisce di vivere veramente
dona, condividi
hai la possibilità
di non essere stronzo.


giovedì 15 novembre 2012

234 - SENSO DI VUOTO

Senso di vuoto, senza niente dentro, farsi penetrare dalle cose per riempire il tempo.
Guardo nelle stupide vetrine e vedo riflettersi la situazione che mi circonda.
Vedo zombie che girano in circolo alla ricerca perenne di oggetti, che una volta avuti gettano schifati pensando a un altro oggetto nuovo da avere.
Il fumo cancerogeno prodotto da questo ciclo sta distruggendo ogni forma residua di vita, ma non gliene frega niente a nessuno.
Quelli pagati  per proteggere la popolazione in realtà sono quelli che dirigono questo gioco, lo difendono facendo manganellare e imprigionare chi lo critica o lo attacca.
E' il gioco degli utili zombie idioti.
E' un gioco mortale.


mercoledì 14 novembre 2012

233 - AL BORDO


Stava sul bordo della strada statale a guardare i veicoli passare, vestita in minigonna e reggiseno con i capelli tinti di biondo, quando qualcuno si fermava chiedendole quanto voleva cominciava a urlare:
"Come si permette, stavo aspettando un'amica, porco, bastardo, io la denuncio, i maschi sono tutti uguali, tutti maiali".
Tirava fuori il cellulare e diceva che chiamava la polizia, quelli che si erano fermati diventavano rossi di vergogna, cercavano di scusarsi, lei continuava a fare l'offesa e a dire che avrebbe chiesto loro i danni morali, allora loro proponevano di mettersi d'accordo, lei chiedeva che per punizione si spogliassero nudi e si facessero fare una foto.
La maggior parte accettava.
Alla mattina saliva nella sua auto, si cambiava e ritornava in tempo per la Santa Messa del mattino in convento, vestita da suora.

lunedì 12 novembre 2012

232 - Lontananze


In lontananza le luci del paese
con gente che vive la quotidianità
io sono rimasto fuori
dal gruppo, dalla mandria,
dalla vita, dalla morte, dalla merda
non riesco a cantare in coro
sono
bandito, fallito, astratto, distratto
ma vedo tutto
e non mi piacciono le luci della festa
il mangiare che esce dagli occhi
gli sguardi falsi con aliti da fogna.
Non sono omologato
al virus del pianeta.


domenica 4 novembre 2012

231 - ATTRAVERSANDO IL TEMPO

A piedi, di notte, cammino nella pioggia controvento.
Una pioggia di settembre col sapore della morte, il sapore dato dalla delusione per lo schianto di ogni speranza sulle scogliere della vita adulta.
Sento freddo, freddo, dentro le ossa, dentro di me, un gelo improvviso.
Pochi mesi fa era un'altra era, risate in compagnia, ora c'è solo freddo e io, solo, bagnato dentro la pioggia battente.
Nessuno mi carica più in autostop, è notte e non ci sono autobus, è finita un epoca, è finito il periodo in cui ti prendevano su, trovavi passaggi, avevo una vecchia copia di "Sulla strada" nella tasca di una giacca pesante nera a quadretti grigi, mi mettevo sul ciglio della strada e mi raccoglievano i primi giusti che passavano, e nei momenti di attesa seduto su di un paracarro/marciapiede/scalino/panchina leggevo un po' il mio libro preferito, ora non più, tutto svanito in pochi mesi.
Sono gli anni 80 che stanno cambiandoci tutti, freddi, dentro se stessi, paurosi degli altri.
Sto camminando nel tempo, un tempo di cambiamento.
Ma resterò sempre fedele alle mie idee, non voglio cedere mai, sarei un morto.

venerdì 2 novembre 2012

230 - Deragliamenti




Indifferentemente
spersi nella città
sguardi spenti sui marciapiedi
da facce stanche di vivere
con pensieri svuotati
pieni del vuoto
si esiste
in un'inutile danza
su sinfonie di motori
tra panorami di cemento e acciaio
desiderando
corse spensierate verso oggetti pubblicizzati
e simpatici cocktail ridenti come uno spot.
Solo della solitaria carne umana
che siede ai bordi
inutile al gioco, fastidiosa, disturbante
dona un attimo di deragliante dubbio
nella corsa al massacro.

domenica 28 ottobre 2012

229 - Branco di matti (racconto)




Di corsa verso l'auto, Max Mandolon ci aspetta col motore acceso, partenza con sgommata, sono sul sedile davanti, Taddeo Zanforlin dietro con Tony Burson, svuoto il contenuto del sacco nero da immondizie a lato del sedile in velluto liscio beige, i soldi  sparpagliati sono salutati da bestemmie felici, li conto io essendo il capo, El Ragionier, tutti pendono dalle mie parole, 50,100,150,... mi fermo, 8.750 euro in biglietti da 50, tutti zitti con gli occhi felici, mi rilasso e accendo una Gauloises, il silenzio di tutti aspetta i miei gesti ma sto pensando alla macchina su cui viaggiamo, una citroen ds 2.300 cc di colore marrone metallizzato, che macchina da ladri idioti, ce ne sarà una su un milione, un auto di quarant'anni che si nota, ma Mandolon aveva quella ed era l'unica con benzina sufficiente di noi disoccupati, lui ha la nonna che porta a tirare la pensione e a fare spese quindi lo foraggia con laute mance; "Buttate pistole e passamontagna!" urlo agli altri abbassando il finestrino, mi piace urlare all'improvviso per abituarli sempre pronti e svegli, Taddeo abbassa il suo, "Pezzodimerda, ti hanno cagato nel cervello? Butta da sta parte, dalla parte del canale! Che vadano spersi".
Svolazzano verso l'acqua in ordine sparso i passamontagna, le pistole le butto io, lanciate lontano, gran lanciatore.
Accendo la radio stile antico, una stazione di jazz mi fa bloccare la sintonia, mi pare la musica adatta per il momento, sistemo i soldi, mi appare ancora l'immagine del marocchino col viso pieno di sangue, col calcio della pistola gli ho sfondato l'occhio, spacciatori da quattro soldi che ne avevano molti, non ci stavano inseguendo sicuramente ma le pistole con matricola abrasa, prese già usate perché erano le uniche che potevamo permetterci, è stato meglio farle sparire,............................

IL SEGUITO DEL RACCONTO POTETE LEGGERLO NEL LIBRO "NAGASAKI LUNA PARK" EDITO DA POP LIBRI- EDIZIONI LA GRU:

http://www.poplibri.it/nagasaki_luna_park.html

lunedì 22 ottobre 2012

228 - PAROLE, INFINITE PAROLE

Parole
parole ovunque,
vuote come vecchie scatole di latta arrugginite.

Parole senza pensieri.

Continue parole
evacuazioni fisiologiche di un sistema.

Parole che vogliono possedere vuota carne umana,
che vogliono penetrare ogni orifizio;
vogliono imporre ordini, opinioni, informazioni, pubblicità, deliri;
vogliono dirmi cosa devo comprare, pensare, dire, fare, baciare.

Prendete tutte le parole destinate a me
oliatevi per bene l'ano
e rimettetevele dentro.

Desidero pensieri, non parole,
e che siano pensieri mai sentiti
contenenti orizzonti mai visti
componenti persone inusuali e anormali.

La normalità dell'attuale sistema sociale
facciamola scorrere via
verso lo scarico, nel sistema fognario.

sabato 20 ottobre 2012

227 - ULTIMA OCCASIONE




3x2
- 50%
- 70%
Offerte
Sconti
Occasioni imperdibili
Oggetti
riempiono occhi, menti, corpi, vite
benessere
che entra nelle bocche
ed esce dai culi
e svanisce
tutto
noi, il tempo, l'universo
in bocca, nel culo
godiamoci il benessere
con tristi orgasmi
inutili.

giovedì 18 ottobre 2012

226 - PERIODI


Periodo tra il depresso e l'autistico.
Dura da quando sono nato, ma ci rido sopra.
Bilancio momenti di depressione con momenti di esaltazione, mi sento un dio/mi sento un cesso, con prevalenza cesso, adesso.
Mi piacerebbe provare la sensazione di essere normale.
Divertirmi a fare shopping e godermi la pizza della domenica sera, una compagna e un lavoro, la partita alla tv, parlare di calcio al bar, ridere a crepapelle con Crozza e la Littizzetto, poter dire che Belen è bella, desiderare un bel suv, sognare cerchioni in lega, dire di amare, farmi raccomandare, in un dio sperare.
Niente.
Non ci riesco.
Giuro che ci ho provato.
Non ci riesco, devo essere un esemplare difettoso, non virtuoso, a volte presuntuoso, odioso, menoso, eroso anche nel coso.
Vorrei salutarvi sorridendo, dirvi il buongiorno più gioioso, ma mi sento morire al mattino, mi sento un po' meglio di notte.
Mi chiudo, come una tartaruga spaventata rientro nella corazza, mi sento continuamente in pericolo.
Guardandomi nello specchio leggo vecchi calendari strappati dall'orologio, il tempo scorre e l'avulsità cresce.
Credo sia solo la curiosità di vedere come continua il film che fa andare avanti.
E perdonatemi se sembra che non badi a nessuno.
Mi scordo anche di me.
Mi sono perso, cerco di ritrovarmi però c'è nebbia fitta.
Ma non scordo i pochi che mi hanno sempre rispettato, che mi hanno cercato, c'è ancora qualcuno in questo deserto.
Quelli che sono esclusi da una società insopportabile sono i più sopportabili, a volte amabili, sempre rispettabili.



mercoledì 17 ottobre 2012

225 - Amore, immenso e unico ( faccio anch'io una poesia d'amore con le solite parole)




Essere oltre l'esistere
nel tuo sorriso, alba del mio cuore
in infinita aurora boreale vedevo
il limpido degli occhi tuoi beati di me
ed era vento
che mi sorreggeva in ogni frangente
sollevandomi la mente oltre la gente
tutto era al di fuori della nostra sfera
paradisi in angoli della nostra pelle
e nelle nostre menti fuse nell'amore,
anche ora nello sguardo sul passato
mi riconosco solo in quanto ti avevo amato,
attimo svolazzante nel vento del tempo
contenente tutta la meraviglia della vita
che vola
oltre le stelle
verso l'infinito
io
come un gabbiano ferito
sanguinante sul mare
le onde spargono il sangue
dalle ferite del mio cuore
cancellandomi d'innanzi all'immensità
cado sfinito
piango senza dolore
che se ne è andato
svanendo nel blu marino
mi rialzo, proseguo
anche il resto del corpo va avanti
portandomi
verso il mio destino,
ma col pensiero vagante
pesto una merda di mastino
gigante.


224 - ISTRUZIONI

Sto ancora cercando
il libretto di istruzioni per l'uso
di questa vita,
è da quando sono nato che lo cerco
inutilmente.

Devo proseguire a tentoni
sbagliando e imparando,
non esistono maestri,
non esistono vecchi saggi,
non esiste una mappa da seguire.

Solo i sedimenti del proprio passato
creano esperienze
che danno un aiuto
per affrontare il presente.



223 - frammenti tossici


Passo delle giornate meravigliose
divertendomi
ridendo
parlando
correndo spensierato
insieme agli amici
morti
dentro la mia mente.


lunedì 15 ottobre 2012

222 - QUANDO STAI MALE

Hai sempre davanti
la morte o la vita
fine o inizio
distruggerti o ricostruirti,
per cui non abbatterti mai
non buttarti via
con tutti gli sforzi fatti finora
da te
da chi ti ha cresciuto
da chi ti ha dato qualcosa di sé.
Cerca di volerti sempre  bene.
Siamo un'esigua minoranza in un mare di dementi
siamo preziosi
sei prezioso
non scordarlo mai.
Si è fuori posto in un gioco che non ci appartiene
ma è il gioco che è sbagliato
non tu
non devi sentirti una nullità
se non rientri nei loro canoni prestabiliti
se stai male in certe situazioni
è normale per un anormale
per uno fuori dagli schemi
stare male dentro questa loro normalità.
Se non ti va di fare una cosa non farla
segui te stesso
ricostruisciti tirando fuori quello che sei
creandoti una nuova vita
in ciò che vuoi e ti piace.
Io vivo in un mio lungo sogno
da cui esco se vedo una situazione che mi interessa
altrimenti ritorno nel mio paradiso artificiale
fatto di film, letture, musica
e persone che mi fanno ridere o imparare
del resto non me ne importa
un cazzo.




venerdì 12 ottobre 2012

221 - impulsi

Corpi che diventano un oggetto desiderato solo tramite gli oggetti posseduti, che diventano parte del corpo, lo identificano, ne sono i connotati.
Il soggetto in questione non esiste, è solo un accumulo degli impulsi pubblicitari ricevuti e concretizzati.


giovedì 4 ottobre 2012

220 - indifferenti

Niente ci riguarda
chiusi nei nostri sogni di benessere
il cervello si inerpica cogliendo mille scuse
e obiezioni
murandoci dentro noi stessi
aprendo uno spiraglio
solo per ciò che ci fa comodo
marcendo ogni giorno di più
nella nostra indifferenza.

219 - Quelli rimasti fuori


In cartoni scaldati dai lampioni
solitari corpi in sovversivi sogni
distruzioni del sistema
piattaforme petrolifere in fiamme
esaltanti fuochi tra le onde
avvistati dalla spiaggia
ma i desideri onirici
si dissolvono nelle conchiglie spezzate
rifugi infranti
sotto il peso della realtà
mentre i minuti e le ore
dalle lattine di birra colano sul marciapiede
la fortuna è tutta in un sorriso
che ti regala un cane
mentre piscia su un cerchione in lega.




mercoledì 3 ottobre 2012

218 - Segnali


Imprevisti
ricordi
momenti dimenticati
creduti persi
invece erano lì
aspettavano
nascosti
nei meandri della mente
attendevano
quel segnale, quella scintilla
che li riaccende.

217 - Fanculo i poeti




La poesia ha sfracellato il cazzo
tante finzioni
parole desuete.
Mi dicono:
"Bisogna assaporare le frasi"
rispondo:
"Già che ci siete
assaporatevi le scorregge in ascensore".
Dietro poesie con alti ideali
trovo quasi sempre gente di merda
rancorosa, invidiosa, subdola
con atteggiamenti da sapientoni.
Scriviamo solo stronzate
sinceramente senza pretese
saremo noi stessi.


sabato 29 settembre 2012

216 - Autofalsificati

Spedizioni ordinarie
d'incoerenze alternative
ben sedati con lobotomie accettate
per compiacere a dei tizi ben seduti
in ordinate poltrone di pelle
superficiali illusioni strategicamente concesse
inalazioni di sostanze proibite
iniezioni con siringhe di plastica calda
sperma surgelato in offerta 3x2
pompini mentali agli idoli.

Intanto fuori dalla finestra qualcuno corre
molti altri sanguinano.

Tu stai ben al riparo, bello e comodo
basta solo crearsi un alibi
basta solo spettinarsi un po' alla sera
basta solo fingersi interessanti
per sembrare un po' meno stronzi
per esserlo molto di più.


venerdì 28 settembre 2012

215 - fotocopiati




Le nostre certezze:
conquiste del progresso e devastazioni ambientali.
Arroganti idioti che credono di sapere tutto,
guardiamoci allo specchio,
dietro la faccia più o meno piacevole non c'è niente,
vuoto, non c'è nessuno,
solo un cumulo di notizie riportate
ritagli di giornale
spezzoni di pessima televisione
film pubblicizzati
musiche conosciute
panorami risaputi
cronache noiose.
Non sei nulla finché ripeti il già sentito, il già visto.
Finché non ti togli da questo sistema sarai il carnefice e la vittima.
Non distrarti, il tempo scorre, la vita corre e la merda impera.

mercoledì 26 settembre 2012

214 - Non c'è il muzak nel deserto



In spettrali villaggi fantasma
popolati dai fantasmi della mente
i pensieri danzano sull'orlo del precipizio
in bilico sulla follia.
Gli oggetti creano aloni con scomparsi attimi
strisce di tempo contenenti persone.
Ogni secondo appena trascorso non esiste.
Ogni umana certezza svanisce.
Tutti gli orizzonti sono punti di domanda.
Qualsiasi viaggio è sempre di sola andata.
Rimangono solamente vecchie registrazioni
labili ricordi che la mente ci ripropone.
Davanti all'immensità
l'unica meschina ancora di salvezza
è la distrazione creante illusioni
per sfuggire alla propria vita
ennesimi umani inesistenti.
Io mi trovo da solo,
cammino con le mani in tasca
controvento al tempo
spargendo pensieri nel vuoto
fantastiche scintille nella mia notte.

lunedì 24 settembre 2012

213 - Fossilizzati


Pietre, pietrificati istanti
persone solidificate
in posizioni assurde
ogni tempo modella i suoi personaggi
burattini, attori di un copione imposto
impostori
credenti, credono di decidere
un dio non ti chiamerà mai al cellulare
vivrai impostato
sopravvivendo agonizzante
potrai fuggire in una grotta
potrai tuffarti nella mischia
ma finché non sarai te stesso
non sarai nessuno
e svanirai
in un evanescente ormai.


sabato 22 settembre 2012

212 - Monitorati




Sentieri nel bitume
sentieri nella carne
spudorati cineoperatori
a macchia di leopardo
nell'universo elettronico
un uomo non è niente
molti uomini sono molti niente
che formano ponti sul nulla
che spostano l'aria
che alterano lo scorrere del tempo
se vivranno oltre i monitor.






venerdì 21 settembre 2012

211 - apatie


Parli, urli, strepiti
che sono disinteressato
apatico
con la testa tra le nuvole
io
ti guardo negli occhi
e solennemente ti giuro
che non me ne importa
niente
di tutto
e soprattutto di te.

giovedì 13 settembre 2012

210 - coerenza

Se ne passano di vite dentro una vita, sembra di essere stati mille persone, mille ruoli interpretati dallo stesso attore protagonista.
Salva tutto una coerenza di fondo.

mercoledì 12 settembre 2012

209 - Non c'è nessuno

Bussi
sono fuori
non ci sto
non ci sono mai stato
ero schifato
lo sono di più ora
non voglio capi
non voglio seguaci
non voglio amici
non voglio la tua figa
ancor meno il tuo cazzo
non voglio niente
sono senza desideri
senza obiettivi
svaniscono le speranze
ingrigiscono i capelli
tramonto
senza un'alba
mi piacerebbe essere capito
sono buono
se non mi rompete i coglioni
altruista
se non mi chiedete niente
pensatore
se sono senza pensieri
sarei un eccellente casellante
ma non mi piacciono i caselli
non è difficile capirmi
quasi tutti gli animali ci riescono
è con gli umani che ci sono problemi
dovrei sforzarmi a socializzare
dovrei provare a fare amicizia
ma quando sto solo
senza i deliri e le falsità umane
non potrei star meglio
e l'orizzonte è un foglio bianco.



lunedì 10 settembre 2012

208 - Immobili

Sacchi di cemento, pietre
la solidità delle costruzioni
illusioni edili di eternità
farfalle morte con spilli nelle ali
in case che rigurgitano
merda e detersivi nei fiumi
salvando l'immagine
con sorrisi splendenti su aliti marci
cervelli marci, gente marcia
il cemento è sterco secco
resta solo il sole
che brucia anche i genitali
ai geometri in calore.


207 - Il corpo del poeta, immagine di Angela Caporaso - corpi ammutoliti, parole di Andreas Finottis



corpi ammutoliti


Altalene sull'abisso
sospesi nell'ignoto
vedo corpi
contenuti esplicitabili solo a voce
voci prigioniere con parole
consunte, svuotate, arzigogolate.
C'è qualcosa oltre il vuoto?
Le saracinesche degli occhi
possono sparpagliare i cervelli
aprirle, ritrovandosi, riscrivendosi.


immagine: "Il corpo del poeta" di Angela Caporaso

domenica 9 settembre 2012

206 - sabati sera

Prestigiose, lucide, veloci macchine tedesche
trasportano cumuli di macerie mentali
verso agognati rapporti sessuali.

Con facce felici di essere
dentro i canoni imposti.

Poi alcoldroghe per sentirsi autonomi,
almeno il sabato sera,
tentando di scordarsi quanto si è stronzi.

Pullulano di teste di cazzo i sabati sera.

Meglio una partita a briscola al bar
o essere un goth metallaro.

L'emarginazione sociale mi ha sempre attratto,
almeno è sincera.


giovedì 6 settembre 2012

205 - Addizionati




Addizioni di orgasmi
danno la momentanea sensazione di essere in compagnia
con qualcuno.
I gesti vengono dimenticati tra i vecchi calendari al macero
le parole svaniscono tra le pieghe del tempo
con le persone che le hanno dette
con le persone che le hanno ascoltate.
Solo se ti tengo per mano mi sembra di essere ancorato
e di non venire risucchiato dall'orologio,
le illusioni ci fanno correre felici verso un inesistente futuro.
Siamo solo il presente.

sabato 1 settembre 2012

204 - Già sentito

Le parole che ascolto non le sento
sono oggetti già pubblicizzati
sarebbe di parlare col nostro
cervello, linguaggio, tempo
senza retaggi
invece
saltimbanchi di parole
di cazzi da dire
azzimati ragionamenti
proponimenti ammalianti
in serpentine logiche per trastullare l'Io credendosi Dio,
io ho visto, io sono, io so, io sì, tu no, egli forse.
Inverno con altoparlanti arrugginiti nella deserta spiaggia
sussurrano
Comunicazione di servizio: non siamo un cazzo!
E io voglio rinascere in nuova vita
domani me lo tatuo per ricordarmelo.








domenica 26 agosto 2012

203 - Mi fai schifo

Ti ho vista in centro
mi hai fatto schifo
eri morta, imbalsamata
salvati se vuoi, puoi
scappa via da te
getta le mutande alle ortiche
corri nuda lontano dai centri commerciali
piscia sui cerchioni in lega
sputa sui cazzi, sui lazzi e gli intrallazzi
di insicurezze, di  paure di non esser accettata
rifiutata, non sposata, un po' ingrassata
scorri via, sgorga in te
dentro i tuoi occhi avevo visto lampi
con l'elettricità che bagna la figa
spacca la gabbia imposta
e accettata
spacca ogni cosa che ti contunde
ogni sguardo malevolo
ogni bocca melliflua
ogni giudizio temuto
ascolta il lampo che bagna
ascolta la figa
e corri via
corri da me
e mi piacerai
finalmente mi piacerai.

foto di Moldvai Orsi


sabato 18 agosto 2012

202 - Aggregazioni


Non mi interessano ed evito come la peste:
gite e viaggi;
cene;
balli in maschera e non;
riunioni;
appuntamenti;
e ogni altra forma di aggregazione umana.
Sto bene da solo.
Non sopporto nessuno,
neanche me stesso.

Dipinto di Augusto Daolio

giovedì 16 agosto 2012

201 - Illusioni spente

Capezzoli grandi scuri tristi
mi indicano l'uscita
dalla momentanea illusione di un mondo migliore
in uno scambio di sesso per dimenticarci
esco dalla sua casa e dalla sua vita
più disperato di prima
mi rifugio nella mia auto
mi guardo nello specchietto se sto bene
accendo l'autoradio
ascolto i disturbi elettrici
interferenze, stazioni sovrapposte, audiocaos
passo davanti a un bar semideserto con intrattenimento
una cantante dalla voce stridula con urla isteriche
in un'orrenda cover dei vecchi matiabazar
accelero via, svolto per la campagna
mi piace
di notte nelle strade che costeggiano i campi
dal finestrino mi entrano odori di erba e terra
con sguardo perso tra la notte e il niente
spengo i disturbi radiofonici
spengo la mente
guardo nel buio
mi trasformo in un punto di domanda
e scorro via.

lunedì 13 agosto 2012

200 - inseguendo ombre

Vedendo che non sei
ombra
come di giorno
nella notte ti perdi
cerchi le luci
per ritrovare le ombre
per riavere le illusioni
per sentirti qualcuno
per non perderti nel buio
con i tuoi fantasmi.



venerdì 10 agosto 2012

199 - cerco moglie


Cerco moglie morfinomane,
con occhi a capoccia di spillo e bocca semispalancata giorno e notte,
che parli strascicando le parole,
che guardi sempre verso un punto indefinito con sguardo inebetito,
che non chieda niente, che non voglia niente,
che quando la amo abbia la pelle fredda di una morta,
che lo sia abbastanza morta,
che la sua morfina sia io.


giovedì 9 agosto 2012

198 - ineluttabili

Non esiste niente
sono tutte illusioni
che durano un attimo
poi ritorni a vagare
in cerca di nuove illusioni,
nuovi momenti di distrazione.
Incontri persone
ma sono involucri
si afflosciano mentre ci parli,
quasi sempre gonfie di nulla
e piene di sé.
Tutto viene dato per ineluttabile:
siamo così,
non puoi farci niente,
cosa ci vuoi fare,
le cose andranno sempre così.
E così ecco:
vite striscianti,
vermi intestinali,
mosche della carne,
invidie, gelosie, competitività, concorsi,
e stipendi, e bollette.
Con i figli nati morti che massacrano i genitori per il Santo Natale
rimane solo gigimarzullo, immobile nel vuoto.



martedì 31 luglio 2012

197 - Immagini patinate

Siamo tutti belli ma pieni di merda, se vuoi che uno ti conosca e ti apprezzi devi farti vedere per quello che sei: un bel contenitore di merda.
I difetti se li conosci e li sopporti in una persona sono proprio quelli che ti fanno legare a lei, una persona è la somma dei momenti vissuti, anche di quelli che si vorrebbero nascondere, fanno tutti parte della persona.
Il problema è volere dare di sé un'immagine patinata che non corrisponde a ciò che si è, attirando così chi cerca di realizzare l'illusione della persona oggetto perfetto, ma deludendoli appena conosceranno la realtà dei fatti.
La ricerca dell'immagine patinata da far vedere al pubblico è un difetto indotto dal sistema massmediatico che sta rovinando l'umanità.

196 - Essere

Si diventa marci quando marcisce il cervello dentro falsità, ipocrisie, melliflui adattamenti.
Se invece ti mantieni coerente e lucido hai sempre la tua personalità,.
Ci vuole personalità, altrimenti non si esiste

lunedì 30 luglio 2012

195 - Ricordi balordi


Derek Riggs


Un mio compagno di scuola alle medie si mangiava le caccole e alle nostre risate diceva che era normale, allora lo chiese alla professoressa di scienze, -Non è normale- rispose.
*****
Avevamo un insegnante autoritario, era un nostalgico di destra, iscritto all'MSI, si faceva portare sempre il cappuccino in classe da quelli del bar e usciva spesso dall'aula lasciando il cappuccino incustodito, era dentro un contenitore e chiuso, ovviamente lo aprivamo, ci sputavamo e scatarravamo dentro quasi tutta la classe, poi lo chiudevamo che non se ne accorgesse; una volta uno ci mise anche un pezzo di gesso della lavagna e lui quando tornò se lo scolò senza accorgersene, avrà pensato a un grumo di zucchero; un'altra volta buttammo dentro un pezzo di buccia d'arancia che c'era sul pavimento da un paio di giorni pestata e sporca di fango, anche quella volta se lo scolò senza lamentarsi, avrà pensato a una geniale idea del barista per aromatizzare il cappuccino con la scorza d'arancia; poi con il caldo lasciava con una fessura aperta i finestrini dell'auto parcheggiata davanti alla scuola per trovarla più fresca, ma quando ci passavamo vicino sputavamo dentro sui sedili, un giorno che avevamo esagerato riempiendo di sputi anche il volante finalmente se ne accorse e diede una nota a tutta la classe; però a quella d'italiano, una tipa radical-chic, andò peggio perché uno che aveva preso un brutto voto le cagò sul cofano dell'auto.
*****
Una volta, lungo il fiume, siamo andati a pescare e c'era un pezzo di legno grosso, metà nell'acqua e metà fuori, e io dissi- Sembra uno stronzo-, un mio amico si avvicinò e disse -E' uno stronzo-, mai visto uno stronzo così grosso convenimmo tutti, il più vecchio ed esperto di vita del gruppo disse che è in quel posto andavano spesso dei pescatori di Bologna e che i bolognesi cagano molto perché mangiano molto e spesso, aveva una spiegazione per tutto, era il nostro faro guida, non ha finito la seconda media, a forza di bocciarlo si è ritirato ed è andato a lavorare.
*****
Nel mio paesino aveva nevicato e un anziano che si ubriacava spesso tornò a casa dal bar dicendo di aver visto una luce provenire dal fiume e un extraterrestre che dall'argine guardava in giro, il giorno dopo dove diceva lui c'erano veramente delle orme strane nella neve che andavano su per l'argine, -sarà stato un cane randagio con le zampe piene di neve a fare quelle orme strane- disse la gente; due fidanzati che erano passati di lì quella notte affermarono che avevano visto anche loro una luce che veniva dal fiume, allora la gente disse che il vecchio sarà stato ubriaco e i due fidanzati avevano sicuramente fumato qualcosa.
*****
Quando ero tardoadolescente mia mamma comprò due bottiglie di sciroppo per le bibite, verde alla menta e rosso all'amarena,  ma lo sciroppo aveva un sapore disgustoso, non lo beveva nessuno, allora quando vedevo che stavano per passare delle persone davanti a casa ne mettevo in un bicchiere grande con l'acqua, andavo in terrazza, bevevo una gran quantità senza mandare giù, poi fingendo di vomitare sputavo fuori, facendo versi e urlando -Oddio come sto male-, i passanti guardavano con occhi stupiti il finto vomito rosso vivo o verde menta cadere dalla terrazza e di solito affrettavano il passo o passavano sul marciapiede opposto.
Da allora cominciò a circolare la voce che ero un drogato.
Mia mamma, vedendo che erano state bevute, ne comprò altre due bottiglie!

domenica 29 luglio 2012

194 - Immersi

Ballerini dentro nascoste danze
nei riflessi degli occhi
i tuoi, che ridono quando mi vedono
viaggio nel tuo respiro
immerso
nella tua spiaggia eternamente
bagnato nel tuo mare
insieme guardiamo l'orizzonte
finalmente chiaro.


sabato 28 luglio 2012

193 - Niente paura


Non recitate che fate pena, non dovete aver paura di essere voi stessi, vi amerò per i vostri difetti.


venerdì 27 luglio 2012

giovedì 26 luglio 2012

191 - Sono una lesbica

Sono lesbica, non ci crede nessuno perché ho il pene, sei una lesbica del cazzo se hai il cazzo pensa l'uomo medio, ma io faccio un discorso più complesso e non mi aspetto certo che mi capisca l'uomo medio che ragiona col copia-incolla, all'uomo medio dedico il dito medio.
Non ho come principale scopo penetrare una, ma mi piace leccarla, baciarla, farla star bene, tanto che mi scordo del pene con le sue esigenze penetrative, vado d'accordo con le lesbiche tranne che con quelle che imitano gli uomini, imitandone per giunta gli aspetti peggiori, una caricatura di uomo non la sopporto in quanto non sopporto l'originale, ma con quelle che conservano la loro femminilità e non sono complessate ho in genere molto feeling, anche solo a parlarci, mi dicono spesso che non hanno mai trovato un uomo come me, hanno desiderio di una maggior dolcezza e sensibilità nei rapporti sessuali che l'uomo in genere non ha, io sì, le capisco, e riesco a visualizzare le cose nella loro ottica, sono sensibile e sensitivo, accarezzo bacio lecco a lungo, e funziona, un paio mi hanno detto che hanno raggiunto l'orgasmo per la prima volta con me, penso che esagerino per compiacermi, ma poi ci credo perché dopo decenni mi cercano ancora, si ricordano, invece io dopo pochi mesi che non li sento mi scordo di tutti, tranne rarissime eccezioni.
Però le menose con le loro spappolapalle menate non le sopporto, non me ne frega nulla delle loro menate, per cui non dura.
Comunque alla fine poi faccio col mio buon vecchio pisello quello che devo fare, probabilmente sarei un maschio più sensibile del solito, ma non ho la mentalità del maschio, sono veramente una lesbica, se mi inserisco in un gruppo di lesbiche a fare discorsi seri sono una di loro, e anche ascoltata e apprezzata.
Quindi dovrei andare ad operarmi e diventare donna per essere una vera lesbica riconosciuta da tutti come tale, ma qual è il sogno di una lesbica del tipo che sarei io a quel punto? Avere il pene, dovrei riandare a operarmi e farmi rimettere un pene, magari il mio se ce l'hanno ancora e non l'hanno gettato nella spazzatura,  perciò invece di fare quel via vai del cazzo tanto vale che mi tenga il mio dicendo che sono una lesbica e chi non mi vuole credere che vada affanculo, non merita il mio prezioso amore.
Sono anche favorevole alle relazioni aperte, trovo assurde e innaturali le relazioni chiuse, ma questo non vuol dire che non ami, amo sopra ogni cosa chi mi sta accanto ricambiando e solo dopo c'è il sesso che è una cosa separata dall'amore
Si dà troppa importanza al sesso a causa del cattolico lavaggio del cervello che viene fatto, lo si vede a fini riproduttivi e quindi diventa una cosa seria da fare solo con la persona che ami, incredibilmente e paradossalmente son d'accordo, ma se non è a fini riproduttivi bensì è un'attività ludica con le dovute precauzioni si può fare con altri.
Sono due cose completamente diverse il sesso per procreare e il sesso per sport, uno devi farlo solo con chi ami e pensandoci, l'altro puoi farlo con chi vuoi e come vuoi senza problemi, basta farlo con un minimo di stile.
Libertà sessuale è libertà di idee.











mercoledì 25 luglio 2012

190 - Sbudellato

dipinto di Augusto Daolio

Con le budella in mano
corro per le scale
urlo nel silenzio dell'androne
mi blocco
ho perso al gioco
mi ritiro.

Triturato dagli squali
conto i granelli di sabbia
con la faccia sul pavimento
appare l'oltretomba
e mi ricorda
che non sono mai esistito.

lunedì 23 luglio 2012

188 - albicocche




Una vecchia pianta di albicocche
una memoria di tempo
stagioni e stagioni passate
da anni è marcio metà tronco
volevano abbatterla, ma io non ho voluto
anche quest'anno ha fatto le albicocche
centinaia, buone
la vita le scorre solo su un lato
ma lei cerca di vivere
storta martoriata semispezzata
i rami arrampicano l'aria, cercano il sole
le radici scavano la terra, cercano l'acqua
tutto scorre e ruota intorno
lei vuole essere fino all'ultimo secondo
e regala centinaia di sorrisi arancioni al cielo.
Il senso delle cose
ce l'hai sotto il naso.

giovedì 19 luglio 2012

186 - Filo spinato


Le cose migliori, soprattutto le poesie, ho notato che si scrivono d'istinto, poi dai una riletta, aggiusti il meno possibile ed è di solito migliore di una studiata, perché senti la potenza delle parole non mediata dalle convenzioni a cui il pensiero razionale si assoggetta.
Spesso siamo prigionieri del filo spinato prodotto dalla società e col quale ci avvolgiamo la mente.


martedì 17 luglio 2012

185 - Ricordi tossici




Sulla riva del fiume
ho visto un cane morto annegato
era un cane piccolo bianco
ora è gonfio, tanto gonfio
da distante sembra una pecora morta
mosconi verde metallizzato coprono tutto
ho respirato l'aria putrefatta
e ho provato nostalgia, una struggente nostalgia
ricordi d'infanzia
quando giocavo nella gigantesca discarica di rifiuti
tra copertoni bruciati e cadaveri di animali
la zona industriale accanto colorava l'acqua del fosso
a volte giallo, altre rosso, più raro il blu
poi il sole tramontava tra i fumi perenni
tornavo a casa felice
la mia infanzia tossica
mi ha abituato al futuro.

domenica 15 luglio 2012

184 - occhi verdi, cavalli selvaggi


Inseguivi i sogni di una generazione passata
ne era rimasta la polvere e del tipo peggiore
cercavi un paradiso terrestre con palme sulla spiaggia e wild horses
lo cercavi negli angoli del cemento dove il sole sbatte sui rivoli di piscio
i sogni non esistono urlava in ogni momento il cemento armato
ma per difenderti sognavi ancor più forte
astraendoti dalla fredda realtà con fantasie avvolte nella carta stagnola
scappando dalla paura della vita
nascosta nel bosco delle braccia morte
urla silenziose dentro te
dentro un vortice di routine tossica annullandoti verso il nulla
polverizzata
polvere alla polvere
cenere alla cenere
Sparita
rimane un pensiero dentro me
una voglia di libere praterie
che corrono verso i tuoi occhi verdi
vorrei abbracciarti tra le palme sull'oceano
nella tua immaginazione unendomi
solo un attimo prima di un addio
i cavalli selvaggi correranno con te in eterno
liberi dentro
liberi veramente
sempre.

sabato 14 luglio 2012

183 - Inadatto

Disomogeneo al genere umano
dentro percorsi casuali
zigzagante
inafferrabile anche a me stesso, sto fuori
espulso da ogni contesto
da ogni usanza del vivere civile e incivile
mi spreco verso un orizzonte
che non c'è
passato burrascoso
un relitto umano sulle spiagge dell'oggi
il futuro viene decriptato solo guardando il percorso fatto
il disegno puoi completarlo costruendo su te stesso
ma io sono macerie
confusione, risate sull'abisso
domani
è solo un vago punto di domanda.



lunedì 9 luglio 2012

182 - Previsione del tempo


Pioggia
sul piscio degli ubriachi
Lampi
sui fari delle auto in colonna
Vento
sulle parole d'amore per farsi una scopata
Buio
sulle lucciole morte sotto i lampioni senza luce
Vuoto
nelle vite scandite dal tempo sadico delle sale d'attesa