lunedì 30 maggio 2011

34 - DIO?

Dio si prende i migliori ci dice il prete e a me vien voglia di prendere a calci in culo i preti con i loro discorsi; quando ti hanno portato via, mio migliore amico, avrei spaccato le ossa a un dio ma ho preso a pugni l'aria nel delirio disperato.
Che resta di una persona?
Una cassa con un cadavere che marcirà, oggetti, cose, una lapide con una foto davanti a cui pregare il niente, i ricordi nella mente il tempo li deforma e diventa immaginario anche il passato, mentre vicino non c'è più nessuno, nessuno che ti capisce al volo, che con un microgesto si ride assieme, che solo una parola richiama situazioni vissute.
Notti, scorrevano mentre discorrevamo della vita, dell'universo e della figa, la fila di bottiglie di birra, quel piacere di parlare e ridere nella magia delle nottate estive, capelli lunghi, stivaletti, jeans, camicia gialla tu, rossa io, cowboys stralunati seduti a bere con la schiena appoggiata al portone della chiesa del paese, grilli in sottofondo, il tempo pareva fermarsi.
Dal piazzale davanti a noi sorgeva l'alba, l'inquietante finale che ci riportava nella realtà.
Un'ultima birra insieme e la bottiglia la lanciamo frantumandola in faccia al destino, sperando che se passa con l'auto qualche bigotto mentre va in chiesa si tagli le gomme sui cocci.

33 - CREATI

il vento soffia sui tuoi pensieri
alzando una tempesta di speranze
che diventa un uragano di desideri
fa che ciò che resta
non siano vuote stanze
ma nuove realtà

32 - VIAGGIARE

Partirono in moto, il sole si era appena alzato, viaggiavano a breve distanza l'uno dall'altro, viaggiavano verso il sole, in gruppo come rondini viaggianti verso la perenne estate; occhiali da sole neri, giubbotto in pelle e capelli al vento; il sapore della libertà era nell'aria che sbattendo addosso penetrava dentro il corpo e dal corpo era penetrata creando un euforia orgasmica, il vento della libertà era tutt'uno con loro.
Ma quando è finito il denaro è finita la benzina è finita la libertà.
Per far soldi doverono lavorare come operai nel paese dove doverono fermarsi.
Lì ci trovarono le donne, presero casa e famiglia, mutui e bollette.
Ora ci sono dei vecchi che spesso con occhi lucidi guardano verso dove il sole nasce; nasce insieme alle speranze; speranze che ti porti dentro come il sapore del vento; vento che assapori anche quando dormi, ti sospinge quando ti senti morire, che è il soffio della vita sull'anima; e anche se è durato solo un attimo nella tua esistenza la tua anima sta assaporando il vento, viaggiando ancora verso il sole, cercando di arrivare dove nascono i sogni.


domenica 29 maggio 2011

31 - VASCHE BIOLOGICHE SEMOVENTI



Non so, non capisco, tutti cercano la poltrona e io mi siedo sullo scalino.
Mi piacciono: le automobili vecchie, i cani randagi, i vestiti buoni da pochi soldi, i mercatini delle pulci, le panchine del parco, l'acqua potabile della fontanella, le passeggiate, l'aria del mattino, la luna.
Mi piace la donna spettinata con lo sguardo selvaggiamente liberamente fiero che la noti subito tra mille persone, sembra che le abbiano buttato un secchio d'acqua in testa e che si sia asciugata col vento, è bella, cazzo se è bella, la più bella di tutto e di tutti, e quando comincia a parlare capisci ancor meglio il perché.
Poi vedo un muro plasticato di gente, donne appena uscite dal parrucchiere che salgono altezzose sul suv, pettinate vestite parlanti uguali alle pubblicità, mariti fuchi con facce da ladro lampadate ed esteticate, figli con sguardi vuoti, vita imbottita, ori e vacanze esotiche, discoteche scorreggiose con animatori dementi che impongono divertimento demente, una vita in agonia cercando un nuovo ostacolo di denaro sempre più in là. Ma vi riconosco sempre, anche se cercate di prendermi alle spalle, anche se vi travestite da alternativi, vi riconosco per un semplice ineluttabile motivo: sento la vostra puzza di merda, ma proprio merda, merda non per modo di dire.
Pensate che se vi cammino vicino mi viene spesso da guardare se ne ho pestata una, sarà lo schifo che fate o saranno le tossine che producono le vostre menti malate piene di odio, non so.
E non servono a niente profumi e deodoranti, anzi si sente ancora di più, sarà l' effetto del contrasto, non so. Ma so che siete delle vasche biologiche semoventi.
Giratemi al largo, please.
Cerco solo gente autentica.



( Gracias a El Cordobés per l'immagine )

sabato 28 maggio 2011

30 - INFINITE VETRINE

Negozi con le loro stupide insegne
con le loro noiose vetrine multicolorate
piene di cose vuote
e palazzi grattacieli asfalto automobili
gas nell'aria, manca il respiro
città
piena di gente dalla faccia tesa
cammina veloce come se corresse
sembra che un dio sadico si diverta
infilandogli del pepe nel buco del culo
o della polvere nelle narici,
che cazzo corrono
con le facce da repressi che si ritrovano
si atteggiano a gran furbacchioni scaltri
chiusi dentro un videogioco ossessivo
costretti in questa ossessione tutto l'anno,
si sentono liberi quando sniffano
o quando fanno quei pochi giorni di vacanza
scordandosi per un momento della loro vita,
poi tornano sentendosi morti
essendo morti
senza via di scampo
condannati all'ergastolo, alla tortura, alla camera a gas
e credendo pure di esser furbi.
Sparite.
Meglio la campagna
non c'è niente di superfluo
e sei meno un automa,
respirando, esistendo, resistendo.

giovedì 26 maggio 2011

28 - NEL BOSCO

C'era una ragazza che abitava accanto al bosco, ma non v'era mai entrata per paura dei lupi.
Una notte di luna piena sentì il bisogno di scappare nel bosco.
Camminava nuda nel buio impaurita, i lupi la seguivano, vide delle luci che volavano, ne prese una e la luce diventò un uomo nudo che le disse: - Non tutti i lupi sono cattivi.
La sollevò e la trasportò correndo,lei gli confidò tutto quello che pensava e voleva, anche lui lo fece con lei, così cominciarono a diventare più forti e iniziarono a volare attraverso il bosco.
Finito il bosco c'era il mare illuminato dal sole, loro abbracciati nel sole del mattino si baciarono e lui le disse: - Sono uno spirito, devo andare nell'aria, ma quando mi vorrai ci sarò sempre se mi chiami.
Lei capì e lui scomparve nel vento.

27 - SUCCESSO

Le mosche stanno divorandomi la pelle arrivando alla carne ma dalla debolezza non riesco a muovermi qui tra i rifiuti, cerco di pensare ad altro, a qualche mese fa quando avevo il mio lavoro, la mia villa con la piscina, bei ricordi, mi sollevano il morale, sento meno le mosche che mi divorano e poi sono i piccoli difetti di questa economia, bisogna pazientare aspettando che arrivi un momento migliore per saperlo subito cogliere al volo, la fiducia in sé stessi e l'ottimismo sono tutto, l' ho letto sul: Manuale del successo.

26 - PERSONA QUALUNQUE

Domenica di centri commerciali
festival della persona qualunque
con auto
GRIGIO METALLIZZATO
presunta qualità e immagine
equilibrio di scelte ponderate
se compri ti passa la domenica, e la pizza, e la partita,
sommo divertimento della vita GRIGIO METALLIZZATO
GRIGIO METALLIZZATO che si adagia addosso
si insinua, ti penetra dentro, dentro, dentro ogni cellula
tutto è GRIGIO METALLIZZATO
tu sei GRIGIO METALLIZZATO
ogni cosa
ovunque GRIGIO METALLIZZATO
...e il tuo cervello risponde agli impulsi teleinviati
...pensi come vogliono
...parli come vogliono
...compri come vogliono
...programmati per non vivere...

25 - SAMBU

Sambu veniva dall'Africa.
Sambu aveva attraversato il mare nascosto e ammassato in una stiva, chilometri di sudore e merda e vomito e fame e sete e trovarsi in un paese che non conosci, solo speranza di un lavoro e certezza di una famiglia da mantenere.
Ma lui il lavoro l' aveva trovato, si era realizzato il sogno, lavorava in una macelleria, la laurea in ingegneria non era servita a molto ma era sempre meglio che tornare a casa.
Il suo lavoro era un po' duro ma riusciva a farlo bene, il suo padrone era soddisfatto di lui e lui era pagato bene.
Quando entrava qualcuno nella macelleria Sambu si metteva in mostra insieme agli altri dipendenti, quasi tutti stranieri come lui, e i clienti sceglievano i pezzi migliori; da lui avevano scelto finora quasi tutta la gamba sinistra e l' avambraccio destro.
Aveva qualche problema con le protesi di legno per camminare e per tenersi in equilibrio, però pensava ai soldi e poi con l'anestetico l'affettatrice non faceva tanto male sul momento, il cilindro in metallo vuoto all'interno che penetrava nella carne e toglieva l'osso prima che la parte venisse affettata era più doloroso, ma lui non gridava, soffriva in silenzio e questo era molto apprezzato dai clienti e dal suo padrone.
Insomma stava bene, anche con una gamba e un braccio macellati, qualche puntura di antidolorifico al giorno e il peggio era passato.
In tutto questo splendido momento della sua vita solo una cosa lo disturbava leggermente: stava diventando trendy il cervello con la rucola.

mercoledì 25 maggio 2011

24 - GATTI E TAMARRI

Occhi sull'asfalto distanti un paio di metri, budella e sangue, pezzi di carne e pelo. Eri il mio gatto, ti hanno sbudellato.
Un tamarro demente schifoso con una macchina nera dall'assetto ribassato mi han detto.
Mi han detto avevi attraversato la strada tu, però sicuramente lui andava forte.
Se scopro chi è lo gonfio, anche se è un palestrato di merda gliene do ancor di più, venti anni di arti marziali gonfio tutti gli stronzi che voglio, nessuno mi rompe il cazzo, nessuno.
Odiosi tamarri, con quelle macchine che sembrano spazzaneve, con quella musica stupida sempre a palla, sempre soli e se avete una ragazza ha occhi fissanti il vuoto come una bambola gonfiabile, parlate per ore di cerchi in lega per la vostra macchina assurda, non vi sopporto, e proprio uno di voi si è azzardato a spappolarmi il gatto, lo spacco, lo distruggo, maledetto inutile tamarro.
Proprio il mio gatto, tu sì che eri bello elegante capivi tutto, sto parlando e sei morto, sto parlando da solo, eri l'unico che ascoltava sonnecchiando i miei discorsi...l' unico...unico...mi manchi, domani vado alla protezione animali a prenderne un altro...un altro che mi ascolti.

martedì 24 maggio 2011

23 - PLASTICA PADANA

Salami
di carne umana
avvolti
di plastica colorata
passeggiamo
per le vie del centro
in barriere plastificate
divisori estensibili
protendo la mano
tra tripla plastica
ti tocco
urlo parole
in sacchetti di plastica
appesantite cadono
con fragorosi schianti
nell' immensa pianura
desertificata
lontanissimi echi
vago lieve bussare
alla tua porta.

22 - MEDAGLIA

Medaglia di stronzo
una vita
tanti sacrifici sono ripagati
una vita spesa per avere
la medaglia di stronzo
vinta, vinta, ottenuta, avuta
soddisfazione
la soddisfazione di baciarla
di stringerla forte, forte tra le mani
la medaglia di stronzo
non come quel gonzo
forse un bonzo
che ha sempre corso
dall' alba al tramonto
corso come un tonto
non saprà neppure fare di conto
ha sempre evitato gli esami
non si è mai replicato
sempre fuori dagli schemi
sempre in mezzo agli scherni
ha sempre corso a zonzo
non otterà mai
la medaglia di stronzo
medaglia di stronzo
vincerla
baciarla
stringerla
forte, forte tra le mani
ripaga una vita di sacrifici
medaglia di stronzo
e addio a tutti
in una bella cassa di bronzo

lunedì 23 maggio 2011

21 - INSIEME

le tue mani
nelle mie
penetrano dolcemente
la mia bocca
nella tua
penetra dolcemente
il tuo seno
mi penetra il caldo petto
dolcemente
il mio pene
ti penetra il caldo ventre
dolcemente
entrando
nelle mille porte
dei tuoi occhi
dentro
i mille rivoli
del tuo corpo
tu in me
io in te
due
i nostri universi
sono uno
nessuno
o tutto
persi in noi
noi
persi in noi

domenica 22 maggio 2011

20 - INTUIZIONI

C'è qualcosa che va oltre l'immagine ed è ciò che si intuisce, fatto da microgesti e amalgami di cose che rimandano a esperienze vissute ma in quel momento non ricordate razionalmente, però dentro la mente sono rimaste impresse e si creano collegamenti mentali, per cui si percepiscono cose che donano intuizioni in grado di sorpassare lo sguardo e il pensiero razionale.

lunedì 16 maggio 2011

19 - RELAZIONE

Chi non è capace di stare solo non è neanche capace di vivere una relazione, lo farà solo per interesse e disperazione.

domenica 15 maggio 2011

sabato 14 maggio 2011

17 - MORTI VIVENTI

La civiltà occidentale è morta
siamo morti viventi
da quando abbiamo rinunciato a partecipare
da quando abbiamo cominciato a delegare
la vita
ai politici
e noi
chiusi
davanti alla televisione a subire ogni sopruso
litigando con poveri emigranti affamati
per le briciole del capitalismo
bailamme mediatico creato con volontarie provocazioni
per abbassare il livello della discussione
distogliendo l'attenzione dai problemi reali.
Saremo utili
ai regnanti
per regnare meglio.